Storico traguardo per il Parco Nazionale Gran Paradiso, che rimane nella Green List dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura per la terza volta consecutiva.
L’area protetta tra Valle d’Aosta e Piemonte ha infatti superato gli accurati controlli per il rinnovo del riconoscimento valido tre anni grazie alle buone pratiche di gestione. Nel 2014 il Gran Paradiso è il primo parco in Italia ad aver ottenuto il riconoscimento, confermato nel 2017 e adesso rinnovato per altri tre anni.
"Questa – sottolinea in una nota il Parco – è la dimostrazione puntuale e documentata dell’efficacia gestionale si è basata su una serie di 50 indicatori, che spaziano su tutta l’organizzazione e l’attività del Parco: governance, pianificazione, gestione, risultati. La procedura, avviata all’inizio del 2020, ha visto infine la visita sul campo da parte dei verificatori Lucn, svolta lo scorso settembre, oltre al coinvolgimento degli attori del territorio con cui l’Ente agisce nella sua attività quotidiana, fra cui le amministrazioni locali, le associazioni, gli operatori, le Guide e altre categorie di stakeholder". Lucn è l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, che ha più di 1.400 organizzazioni affiliate, di cui 200 governative e 18mila esperti. I riconoscimenti per l’Italia dei parchi, però, non si fermano al Gran Paradiso: tra le eccellenze mondiali per conservazione della natura e gestione sostenibile, ci sono le new entry del Parco Nazionale Arcipelago Toscano (che fa parte della Riserva della Biosfera dell’Unesco) e quello delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (Patrimonio dell’Umanità Unesco) sull’Appennino, mentre il Parco nazionale del Gran Paradiso é stato confermato per la terza volta dal 2014. Sono dieci in totale le nuove aree ammesse nella "Lista verde" mondiale: accanto alle due italiane ce n’è una in Svizzera e altre sette in Francia, che arriva a un totale di 22, il numero più alto al mondo fino ad oggi.
Turismo – Il Parco nazionale del Gran Paradiso per la terza volta consecutiva entra nella Green list
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