Biathlon | 03 maggio 2021

Biathlon - Fabrizio Curtaz: "La Squadra A avrà due sottogruppi per alzare la qualità del lavoro"

Il direttore agonistico del biathlon italiano ha spiegato alcune delle scelte che sono state fatte e parlato della preparazione estiva: "Importante mettere assieme gli atleti giusti in modo che ognuno stimoli l’altro"

Foto Manzoni/IBU

Foto Manzoni/IBU

Tante novità interessanti nelle squadre nazionali azzurre di biathlon che sono state annunciate venerdì scorso dalla FISI. La Squadra A è formata da undici atleti, sette uomini e quattro donne, con il ritorno di Thomas Bormolini, l’ingresso della 2001 Rebecca Passler e l’uscita di Irene Lardschneider. Quest’ultima è rimasta in azzurro entrando nella Squadra B “Milano Cortina 2026”, che comprende sempre dodici atleti, in questo caso sette donne e cinque uomini, nati tra il 1997 ed il 2002. Altri spunti interessanti arrivano dagli staff tecnici, dal momento che Romanin sale in Squadra A, dove affianca Zingerle, Zattoni e Höllrigl, mentre Pozzi è in Squadra B, assieme a Cianciana, Mezzaro ed Inderst.

Il direttore agonistico Fabrizio Curtaz ha spiegato a Fondo Italia alcune delle scelte fatte. «È facile capire che l’obiettivo della Squadra A sia Pechino 2022, vogliamo preparare bene gli atleti per questo appuntamento. Abbiamo inserito in questo gruppo coloro che lo scorso anno hanno dimostrato di avere un livello tale per affrontare la preparazione in vista di questo obiettivo. Bormolini ha avuto un ottimo livello nella passata stagione, meritandosi questo gruppo, così come i giovani Cappellari e Braunhofer, che hanno fatto bene in IBU Cup. Con loro due volevamo anche dare continuità al lavoro fatto con questi allenatori lo scorso anno ed al progetto iniziato. Passler è la più giovane del gruppo, è ancora in età juniores, ma ha dimostrato di avere le qualità per spingerci ad osare ed inserirla in squadra con atlete come Wierer, Vittozzi e Carrara».

Curtaz ha sottolineato che anche le altre giovani, Auchentaller, Zingerle e Beatrice Trabucchi, per citarne alcune della Squadra Juniores dello scorso anno, non sono distanti. «Alcune delle ragazze della Squadra B sono praticamente allo stesso livello, ma abbiamo portato l’atleta che si è distinta di più e ha avuto maggior costanza, anche per lavorare in ottica staffetta olimpica e non farci trovare indietro per Pechino. La Squadra B è un progetto rivolto soprattutto al 2026, coinvolgendo atleti ed atlete dal 1997 al 2002, maggiormente proiettati a Milano-Cortina, ma anche con la possibilità di passare già per i Giochi di Pechino se qualcuno dovesse dimostrarsi pronto. L’inserimento in una squadra anziché un’altra non deve essere visto come una promozione od una bocciatura. Si imposta un lavoro di alto livello per entrambi i gruppi, che sono stati creati tenendo conto dell’attuale livello fisico e di tiro. Come vi dissi già un mese fa, è importante mettere assieme atleti che possono lavorare al meglio tra loro nell’ottica di migliorare le proprie prestazioni. Abbiamo creato questi due gruppi con l’obiettivo di preparare più atleti possibili ad altissimo livello».  

Curtaz ha quindi motivato anche le scelte riguardanti lo staff tecnico con l’inserimento di Romanin in Squadra A, Cianciana e Mezzaro in B assieme a Pozzi ed Inderst: «Abbiamo un po’ rivisto il nostro assetto anche in base alle caratteristiche degli atleti stessi. Inoltre era importante dare continuità ai giovani che sono saliti in B o A dalla squadra Junior. Anche a livello mentale è importante per questi atleti sentire che si va avanti sulla strada della continuità. Abbiamo la fortuna di avere allenatori affiatati, siamo riusciti ad individuare una linea ed un sistema di lavoro condiviso, che ci permette di andare sempre avanti con la giusta continuità. Pozzi in Squadra B sarà molto utile perché, arrivando dalla Squadra A, farà un po’ da trait d'union tra i due gruppi. Una cosa importante soprattutto per coloro che tra gli Under 25 hanno anche prospettive per Pechino. In questi anni abbiamo sempre avuto una linea di continuità tra Junior e A, i grandi miglioramenti che vedete sono dovuti proprio a questo grande cordone unico che collegava le squadre. I giovani che arrivano da sotto conoscono già la filosofia di lavoro».  

Il direttore agonistico è poi entrato nei particolari circa l’organizzazione delle squadre, svelando che nella prima parte della preparazione la Squadra A sarà divisa in due sottogruppi di lavoro distinti, sulla base delle caratteristiche tecniche degli atleti: «Anche logisticamente è importante lavorare in piccoli gruppi per permettere agli allenatori di svolgere un lavoro di maggiore qualità. Per questo motivo anche all’interno della Squadra A verranno formati due sottogruppi, che avranno ognuno i propri tecnici di riferimento per alzare la qualità del lavoro. Non saranno divisi per genere ma in base alle caratteristiche atletiche e di tiro degli atleti. Importante mettere assieme gli atleti giusti in modo che ognuno stimoli l’altro, non trovandosi troppo distanti tra loro su alcuni aspetti. Comunque saranno separati in località diverse solo nei primi due o tre raduni, poi torneranno a lavorare assieme. Anche la Squadra B, a seconda delle esigenze di lavoro richieste, sarà separata in alcuni raduni, in questo caso in base al genere. Aver organizzato dei sottogruppi ci aiuterà anche ad essere preparati in caso ci fosse l’esigenza di restringere i gruppi di lavoro a causa dell’emergenza covid. Anche su questo aspetto, bisogna essere molto preparati».

Per quanto riguarda i raduni, Curtaz ha confermato che la nazionale azzurra lavorerà per tutta la preparazione estiva in località alpine, ma a novembre sarà fondamentale andare in Scandinavia per l’ultimo ritiro sulla neve: «In estate resteremo in località alpine, quelle più adatte alle nostre esigenze per pista e poligono, recandoci se possibile anche all’estero. Non andremo in Scandinavia per le kermesse estive, che sono sicuramente belle e rappresentano un ottimo confronto, ma non valgono il rischio. Al contrario, vogliamo andare al Nord a novembre, perché nella passata stagione ci siamo resi maggiormente conto di quanto sia fondamentale. L’augurio è che la situazione sanitaria lo consenta».

Fuori dalla squadra azzurra è rimasta quest’anno Federica Sanfilippo. Curtaz ha tenuto a sottolineare che per lei e gli altri esclusi, come per esempio Saverio Zini, le porte sono apertissime: «Ovviamente in fase di preparazione dobbiamo fare delle scelte, se si vuole lavorare bene sugli atleti. Qualcuno resta fuori, ma a novembre si tira una riga e conta solo andare forte. Chi è esperto sa cosa fare e come affrontare la preparazione anche non partendo dalla squadra. Mentre per quanto riguarda i più giovani, chi resta fuori da junior ha la motivazione di lavorare al massimo per rientrare e conquistare il posto per i Mondiali Junores».

In chiusura Curtaz ha sottolineato che nelle prossime settimane saranno comunicate anche le squadre juniores, domanda che alcuni tifosi avevano posto sui vari social. «In una stagione olimpica è importante iniziare il prima possibile il lavoro con l’alto livello. Ma stiamo lavorando sulla riorganizzazione della struttura, dal momento che molti tecnici sono stati inseriti negli organici delle squadre A e B. Dopo la commissione giovani ne saprete di più».

Giorgio Capodaglio

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