Biathlon | 06 maggio 2021

Biathlon - Sebastian Samuelsson contro la Cina: "Non dovremmo avere Olimpiadi in quel tipo di paese"

Il biatleta svedese è però consapevole che da atleta può fare poco: "Cerco di smuovere le cose il più possibile, ma a volte sembra che sono un po' contro il mondo; loro utilizzano questi eventi per diffondere qualche tipo di propaganda"

Biathlon - Sebastian Samuelsson contro la Cina: "Non dovremmo avere Olimpiadi in quel tipo di paese"

Mercoledì, il Comitato Olimpico Svedese (SOK) lo ha tra i primi tre atleti convocati nel biathlon per le Olimpiadi di Pechino. Sebastian Samuelsson ha quindi già la certezza di partire per la Cina assieme a Hanna Öberg e Martin Ponsiluoma.

Il ventiquattrenne Samuelsson non si è mai tirato indietro quando gli è stata richiesta un'opinione su determinati argomenti. Non a caso è uno degli atleti più attivi nella lotta al doping, tanto da aver di recente fatto anche una donazione ad un'associazione antidoping. Il giovane svedese, quindi, non può certo restare indifferente sulle tante polemiche in corso sulle Olimpiadi che si disputeranno in Cina. Addirittura 180 organizzazioni per i diritti umani stanno chiedendo in tutto il mondo il boicottaggio dei Giochi Olimpidi del 2022, soprattutto per come la Cina sta trattando la minoranza etnica degli uiguri.

Anche a questo argomento, Sebastian Samuelsson non è insensibile ed è molto critico nei confronti della Cina. «È importante parlare di queste cose anche se non è sempre così piacevole. È chiaro che io, come atleta individuale, vorrei che andassimo altrove. Non credo che dovremmo avere campionati e soprattutto non le Olimpiadi in quel tipo di paese».

Lo svedese è però consapevole che gli atleti possono al massimo dire la propria opinione, ma non hanno certo altri mezzi per cambiare le cose. «Cerco di smuovere le cose il più possibile, ma a volte sembra che sono un po' contro il mondo. Posso solo provare a dire sempre quello che penso e sperare che ci sarà un cambiamento in futuro».

Samuelsson è infastidito dal fatto che le Olimpiadi, ma anche altri importanti eventi sportivi, vengano utilizzato a scopo di propaganda politica da determinati paesi. Una situazione che a lui non piace. «Lo vediamo in tutti i tipi di sport ed eventi, che vengono usati per diffondere qualche tipo di propaganda. È chiaro che vogliamo allontanarci da questo».

Ma come? Gli atleti, oltre a parlare e dire la loro, possono fare ben poco.

Giorgio Capodaglio

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