Biathlon | 12 maggio 2021

Biathlon - Marte Røiseland: "Mi è mancato il pubblico, crea un'atmosfera tale da farti capire che fai qualcosa di speciale"

La norvegese ha ammesso di non aver amato l'ultima stagione a causa delle tante restrizioni: "Per un anno non ho quasi incontrato amici e parenti, non ho visto altre persone oltre a coloro con cui viaggiavo"

Biathlon - Marte Røiseland: "Mi è mancato il pubblico, crea un'atmosfera tale da farti capire che fai qualcosa di speciale"

La stagione 2020/21 è stata ovviamente stressante per tutti gli atleti, che nel corso della Coppa del Mondo di biathlon sono stati praticamente isolati dal resto del mondo. Ovviamente ognuno ha reagito a modo suo a questa particolare situazione, alcuni ne hanno sofferto di più rispetto ad altri. Tra essi anche Marte Olsbu Røiseland, seconda classificata nell’ultima Coppa del Mondo, ma uscita dal Mondiale di Pokljuka senza alcuna medaglia individuale al collo, dopo il filotto fatto soltanto l’anno prima ad Anterselva.

La norvegese si è aperta in un'intervista a Dagbladet, spiegando quanto le restrizioni per il covid-19 l’abbiano condizionata nel corso dell’ultima stagione. «Per un anno non ho quasi incontrato amici e parenti – ha affermato Røiselandgià abbiamo una professione solitaria, quest’anno è stata ancora più solitaria. È stato molto particolare. Non mi è piaciuto vivere così isolata in Europa senza vedere nessuno per così tanto tempo».

Troppe settimane lontano da casa le hanno pesato, anche perché ha visto praticamente sempre le stesse persone. «Ho sofferto in particolare perché non c’era pubblico quando gareggiavamo e non vedevo nessun altro oltre coloro con cui stavo viaggiando tutto il tempo». L’assenza dei tifosi è un aspetto che Røiseland ha fatto fatica ad accettare: «Penso che una delle cose più belle di essere biatleta sia andare in Europa per avere quell’impatto con le tribune e gli spettatori, che creano un’atmosfera tale da farti sentire che stai facendo qualcosa che significa molto per gli altri. Nell’ultima stagione è sembrato quasi di far parte di un club di tiro, nel quale non vi era nessun altro oltre a coloro che vi lavoravano».

Røiseland è quindi tornata sulla lontananza della sua famiglia. «Sono una persona che dipende molto da amici e famiglia. Loro significano semplicemente tutto per me. Anche questa è una delle ragioni per cui ho ottenuto determinati risultati. Loro apprezzano ciò che faccio, tifano per me e stanno al mio fianco a supportarmi. Se loro non facessero così, sarebbe difficile per me andare avanti».

Ovviamente l’atleta non cerca giustificazioni. «Sono contenta dei risultati ottenuti, ma allo stesso tempo speravo di fare di più. Non voglio comunque dare la colpa al covid-19. È stato lo stesso per tutti. Ma sicuramente ci sono stati anni migliori del 2020 e dell’inizio di 2021».

Giorgio Capodaglio

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