Sci di fondo | 13 maggio 2021

Sci di Fondo - Un anno di squalifica per la kazaka Anna Shevchenko: ha saltato tre controlli antidoping

La ventisettenne ha annunciato attraverso i propri social di essere stata sospesa a fine aprile; la terza violazione era arrivata nel mese di dicembre

Foto della Federazione del Kazakistan

Foto della Federazione del Kazakistan

Arriva un’altra brutta notizia per lo sci di fondo kazako. Anna Shevchenko, leader oggi della squadra nazionale del Kakakistan, è stata squalificata per un anno a causa della violazione delle norme antidoping. La ventisettenne di Pavlodar, vincitrice di cinque medaglie alle Universiadi di Almaty dei 2017, è stata ritenuta responsabile per aver saltato tre controlli antidoping, non rispettando così le regole del sistema Adams, che costringe alcuni atleti a segnalare sempre dove poter essere trovati per effettuare dei controlli doping a sorpresa.

A rivelarlo è stata l’atleta stessa attraverso alcune stories sul proprio account Instagram, riprese dal sito “prosports.kz”. Shevchenko stessa ha raccontato che la terza violazione è arrivata alla fine del 2020 e di aver ricevuto la squalifica a fine aprile, venendo poi esclusa dalla nazionale ad inizio maggio. Per lei si prospetta quindi un anno di stop.

Shevchenko ha cercato di spiegarsi, raccontando che nella prima occasione si trovava al cinema ed il telefono era spento. Nella seconda stava effettuando il trasloco ed aveva dimenticato di segnalare che proprio quel giorno si stava spostando di casa. Gli agenti si erano presentati proprio mentre lei era sulla strada. Infine la terza violazione si è verificata dopo che Shevchenko aveva avuto il covid ed era stata anche in ospedale per 16 giorni. In quei giorni l’atleta era in realtà a casa propria, ma aveva segnalato di essere da un’altra parte. Shevchenko si è detta convinta di aver cambiato tutto e non capisce come abbia potuto sbagliare, anzi è certa di non aver sbagliato nulla tanto da non escludere sia stato un errore del computer.

L’atleta è arrabbiata nei confronti della federazione kazaka colpevole di non averla aiutata. «Mi sono allenata tantissimo dopo il ricovero in ospedale, mostrando a tutti il mio valore. Ero arrivata 11ª in Coppa del Kazakistan a dicembre, poi ho chiuso 2ª nella Coppa dell’Europa Orientale a febbraio, 30ª ai Mondiali, miglior kazaka, e prima nella Coppa del Kazakistan a marzo. Non ho ricevuto nemmeno un poco di sostegno e di parole da parte di qualcuno che mi dicesse che mi aspetteranno».

G.C.

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