Sport vari | 13 maggio 2021

Giovanni Malagò confermato alla presidenza del CONI: per lui è il terzo mandato

A 61 anni Malagò ha vinto con un'ampia maggioranza le elezioni per la presidenza del CONI; nel prossimo quadriennio avrà davanti a sé sfide molto importanti da affrontare

Giovanni Malagò in occasione della festa di Federico Pellegrino per l'argento alle Olimpiadi

Giovanni Malagò in occasione della festa di Federico Pellegrino per l'argento alle Olimpiadi

Giovanni Malagò è stato confermato alla presidenza del CONI per il prossimo quadriennio 2021-2024. Malagò, in carica dal 19 febbraio 2013, è stato rieletto con una netta maggioranza dal Consiglio Nazionale che si è riunito questa mattina a Milano, al Tennis Club Bonacossa.

Il Presidente è stato rieletto con 55 voti, pari al 79,71% delle preferenze, superando l'ex presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, il quale si è fermato a 13 voti, e l'olimpionica Antonella Bellutti che ha ricevuto un voto.

Per Malagò è il terzo mandato, che ne fa così il terzo presidente più longevo della storia del CONI, dopo Giulio Onesti, che proprio al Tennis Club Bonacossa venne eletto la prima volta, e Gianni Petrucci.

A 61 anni, il confermatissimo Malagò, forte anche dell'ottenimento delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, ha quindi commentato il suo successo, dicendosi pronto a rappresentare tutti. «Non mi risparmierò per ripagare chi mi ha espresso fiducia e anche chi ha votato gli sfidanti - ha affermato Malagò - voglio continuare a onorare un mondo che sento il mio e per il quale ho preso un impegno che ho dimostrato di rispettare. Per me non esiste un ruolo più bello di quello di Presidente del CONI. Siete la mia famiglia e mi troverete sempre dalla stessa parte».

Per Malagò sarà l'ultimo mandato. Il presidente del CONI dovrà ovviamente affrontare sfide importanti sia a livello politico sia nel rilanciare lo sport dopo il dramma Covid-19, oltre che organizzare i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 e preparare anche il ricambio generazionale della classe dirigente, che avverrà tra quattro anni.

Giorgio Capodaglio

Ti potrebbero interessare anche: