Salto | 02 giugno 2021

Salto - Tande parla per la prima volta della caduta di Planica: "Non ricordo nulla"

Il saltatore norvegese ha parlato in un'intervista apparsa sul sito della Federazione Norvegese: "L'ultimo ricordo è legato al giorno precedente; avrei potuto essere una persona diversa oggi"

Salto - Tande parla per la prima volta della caduta di Planica: "Non ricordo nulla"

Lo scorso marzo il tempo si è quasi fermato a Planica, quando durante un salto di prova, Daniel Andre Tande era caduto rovinosamente a terra dal trampolino di volo sloveno. L’incubo di un evento tragico sembrava diventare realtà, ma fortunatamente le cose sono andate bene e il saltatore norvegese, dopo alcuni giorni di coma indotto, è riuscito a riprendersi ed oggi è anche tornato ad allenarsi in modo leggero. Lo staff tecnico della nazionale norvegese lo ha confermato in squadra ed il suo obiettivo è ora tornare a saltare il prima possibile.

A quasi tre mesi di distanza dalla caduta rovinosa di Planica, Tande ha parlato dell’accaduto in un’intervista apparsa sul sito della federazione norvegese di salto. «Non ricordo assolutamente nulla – ha raccontato Tandel’ultimo mio ricordo è legato al giorno precedente, quando sono andato a fare una passeggiata con mia sorella. Ho visto la caduta successivamente e credo che sia meglio non ricordarla. Quando ho incontrato il resto della squadra, ho capito che per loro è stato un trauma più grande, perché a differenza mia la ricordano».

Tande è poi entrato nei particolari, facendo comprendere bene il rischio che ha corso. «Il medico della nazionale mi ha detto che secondo loro sono rimasto senza polso da due minuti e mezzo a tre minuti». Anche questa frase drammatica Tande l’ha pronunciata con il sorriso, quasi a voler scacciare la paura di quell’evento del quale non ricorda nulla.
Anche la sua compagna Anja, era molto preoccupata, in quanto l’emorragia cerebrale avrebbe potuto cambiarlo per sempre. «L’emorragia era principalmente nella parte sinistra del cervello - ha spiegato Tande - l’area che controlla la personalità. Se ci fosse stata un’emorragia più grande, avrei potuto svegliarmi come una persona diversa. Avrei rischiato di essere molto diverso rispetto ad oggi. La reazione quando ho rivisto la mia compagna e mia madre? Ho pianto, penso sarebbe stato brutto essere lì senza nessuno al mio fianco».

Infine il saltatore norvegese non ha nascosto di voler tornare a saltare presto, anche se fin qui ha solo svolto degli allenamenti leggeri. «Ora devo cercare di recuperare quanto ho perso fisicamente. Quindi se tutto va bene, spero di poter tornare a saltare a luglio».

 

G.C.

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