Biathlon | 03 giugno 2021

Biathlon - Anche Johannes Bø e Lægreid utilizzano la "macchina del vento"

A Pechino sono previste condizioni ventose, così gli atleti norvegesi si stanno preparando simulando alcune situazioni ventose

Foto Manzoni/IBU

Foto Manzoni/IBU

Non soltanto al chiuso ma anche all’aperto, la nazionale norvegese di biathlon sta utilizzando dei grandi ventilatori per simulare il vento. Alcune settimane fa, vi avevamo riportato la notizia che nel corso del primo raduno della squadra femminile un grande ventilatore era stato utilizzato per simulare le situazioni ventose.

Ora lo stesso stanno facendo anche gli uomini nel corso del raduno di Lillehammer. L’obiettivo non è soltanto allenare gli atleti alle situazioni ventose che si potrebbero trovare a Pechino, ma anche raccogliere più dati possibili per capire come intervenire e comportarsi quando arrivano delle particolari raffiche di vento.

NRK ha seguito l’allenamento della squadra norvegese, scattando anche foto a questo ventilatore utilizzato in maniera tale da simulare le turbolenze del vento, grazie anche al gesto degli allenatori che sfruttando delle rotelle, lo spostano in varie direzioni. Per rendere la presenza di questo macchinario ancora più utile, in piazzola gli atleti salgono su una piastra di pressione, comunemente usata dai golfisti, per misurare il peso messo su ciascun piede in una sessione di tiro in piedi. In questa maniera un atleta può comprendere la posizione migliore da adottare quando si trova a sparare con vento forte e quali sono gli errori solitamente commessi. Tutti i dati vengono infatti raccolti immediatamente su un computer. «Acquisiamo più conoscenza su come il vento influenza il movimento di mira e la tecnica dell’atleta – ha spiegato Harri Luchsingerquindi possiamo trovare diverse soluzioni e capire come un atleta dovrebbe posizionarsi in questi casi».

Johannes Bø era inizialmente scettico circa l’utilizzo di questi ventilatori, ma si è presto ricreduto: «Non ci credevo molto alla macchina del vento, ma riproduce le condizioni peggiori che si possono trovare in inverno. È una buona arma. Per esempio ho notato che su una sessione di tiro tendevo a mettere più peso su un piede. Questi sono esattamente i piccoli dettagli su cui dobbiamo lavorare». Soddisfatto anche Sturla Holm Lægreid: «Ora possiamo organizzare anche delle sessioni di tiro ventose. È un buon allenamento. Magari questo potrebbe darci un piccolo vantaggio sugli altri».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Christiansen: «Penso sia un enorme vantaggio allenarsi in questo modo prima delle Olimpiadi. Questi piccoli dettagli possono permetterci di prendere qualche bersaglio più degli altri. Spero che NRK abbia un indirizzo VPN codificato, in modo che solo i norvegesi possano leggere questo articolo. Almeno Russia e Francia dovranno utilizzare degli hacker per rubarci l’idea» ha concluso scherzando il biatleta norvegese.

Tutto questo si rivelerà realmente utile? Sicuramente simulare le condizioni di gara è molto difficile, se non impossibile, ma almeno in questa maniera gli atleti possono anche variare l’allenamento, renderlo meno monotono e più interessante, magari acquisendo anche nuove certezze.

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G.C.

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