Sci di fondo | 05 giugno 2021

Sci di Fondo - Heidi Weng e la crisi mentale tra emergenza covid e paura di volare: "Mi sono rivolta ad uno psicologo"

La fondista norvegese ha parlato ai media delle difficoltà mentali che ha avuti nella prima parte della passata stagione: "Salire nuovamente sull'aereo mi ha reso fiera di me"

Sci di Fondo - Heidi Weng e la crisi mentale tra emergenza covid e paura di volare: "Mi sono rivolta ad uno psicologo"

La stagione 2020/21 è stata molto difficile dal punto di vista mentale per gli atleti, che si sono trovati di fronte a nuove sfide a causa della pandemia. Come tutte le persone, anche i professionisti dello sport hanno ovviamente risentito della situazione, tra le limitazioni, le paure ed anche le competizioni senza pubblico.

C’è chi ne ha risentito più di altri. Di questo gruppo fa parte Heidi Weng, che lo scorso novembre, in occasione del weekend di apertura della Coppa del Mondo a Ruka sembrò in grandissima crisi dopo aver chiuso solo al 67° posto la qualificazione alla sprint in tecnica classica. Nei due giorni successivi Weng nemmeno prese parte alle gara, a seguito di una crisi mentale. La ventinovenne di Ytre Enebakk, due volte vincitrice della Coppa del Mondo e del Tour de Ski, era rimasta scioccata per la situazione che si era trovata ad affrontare in Finlandia, quando la squadra norvegese era stata messa anche momentaneamente in quarantena a seguito della falsa positività di Nossum.

A distanza di mesi, in un’intervista a VG, Heidi Weng ha parlato dei problemi mentali che ha dovuto affrontare nell’ultima stagione. «Ho imparato molto da questa stagione. Ho ricevuto uno schiaffo in faccia. Potrei pensare di aver avuto soltanto un brutto periodo e nient’altro, ma probabilmente molte persone si sentono allo stesso modo». Arrivata in Finlandia, a Kuusamo, Weng ha avuto l’impressione che le competizioni sportive fossero insignificanti e la sua testa era concentrata su altri pensieri. Tra essi anche la paura di volare. «Non ero preparata a pensare così tanto alla situazione in cui ci trovavamo a causa del covid, avevo paura. Non comprendevo l’utilità di fare delle gare di sci di fondo. Lo sport era diventato insignificante, c’erano molti altri pensieri. Ho anche paura dell’aereo, così quando è arrivata la pandemia ho pensato di avere una scusa per non viaggiare più in aereo».

A quel punto Heidi Weng ha deciso di rivolgersi ad uno psicologo: «Ho ricevuto l’aiuto di uno psicologo per tante cose diverse. Avere qualcuno con cui parlare, che ti fa capire che ciò che senti è del tutto normale, mi ha aiutato tantissimo». La norvegese ha quindi contattato lo psicologo Arne Jørstad Riise e durante i Mondiali di Oberstdorf ha anche ascoltato il podcast dell’ex presentatore Senkveld Tommy Steine assieme al terapeuta Geir Wigtil. «Questo podcast è stato per me estremamente positivo – ha raccontato Wengho imparato una quantità incredibile di cose ascoltando Tommy Steine raccontare di come si sentisse nei periodi peggiori e in che modo ne è uscito. Ho anche lavorato molto con lo psicologo solo per salire di nuovo su un aereo e ci sono riuscita. Quindi in realtà sono molto orgogliosa di me stessa».

Dal weekend d’apertura della Coppa del Mondo, a Kuusamo, fino ad oggi, Heidi Weng sente di aver fatto tanti passi avanti: «Direi che c’è una differenza estremamente grande. Ho imparato una quantità incredibile di cose. Ora voglio gareggiare e so di poter fare bene nelle belle giornate». Glielo auguriamo.

G.C.

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