Skiroll | 10 giugno 2021

Tornano le gare di skiroll; il dt Rainer: "Sono emozionato, questa ripartenza è un ritorno alla normalità"

Il direttore tecnico dello skiroll ha risposto alle domande di Fondo Italia in vista dell'apertura della Coppa Italia ad Amatrice: "Non poteva esserci un luogo più simbolico di questo per la ripartenza"

Foto di Flavio Becchis

Foto di Flavio Becchis

Ad un anno di distanza dalle ultime gare ufficiali, tornano le prime competizioni nazionali di skiroll. Si riparte dal Lazio, dove sabato 12 ad Amatrice è in programma la sprint di Coppa Italia e domenica 13 a Rieti una mass start che assegnerà il titolo italiano. Si è scelto un luogo simbolico per la ripartenza dopo lo stop causato dal covid-19, quella Amatrice che il 24 agosto 2016 venne colpita da un drammatico terremoto. Sarà l’occasione per lo skiroll di riprendere la sua attività dopo il covid e per Amatrice di ospitare il primo evento sportivo da quel maledetto giorno di agosto.
        
Mentre era in viaggio verso il centro Italia, abbiamo contattato Michel Rainer (CS Carabinieri), direttore tecnico dello skiroll azzurro, che nonostante la pandemia sta portando avanti il suo progetto di crescita della disciplina, grazie anche alla FISI che lo scorso anno, nonostante non fosse possibile organizzare gare, ha comunque deciso di non fermare tutto permettendo alla nazionale azzurra di organizzare ben cinque raduni.

Buon pomeriggio Rainer. Qual è il suo stato d’animo alla vigilia di queste competizioni che segnano il ritorno alle gare ufficiali per lo skiroll italiano?
«Non posso nascondere di essere emozionato e molto contento. Per noi è una ripartenza, che arriva anche in un contesto speciale come quello di Amatrice, che ospiterà il suo primo evento sportivo dal terremoto del 2016. Quella di sabato non sarà la solita gara, ma avrà un significato speciale, in quanto rappresenterà quella ripartenza che tutti auspicavamo. Sono emozionato anche per la nostra squadra e per le Federazione. È un segnale positivo di rilancio in quanto rappresenta quel ritorno alla normalità, a cui purtroppo non eravamo più abituati a causa del covid».

Come ha già accennato nella sua risposta, l’esordio stagionale proprio ad Amatrice appare fortemente simbolico.
«La FISI ha voluto molto questa gara, anche perché è uno dei luoghi del paese più legati al discorso della ripartenza. Dopo il terremoto non vi sono più stati eventi sportivi ad Amatrice e questo sarà il primo dopo tanto tempo. Inoltre la gara di Amatrice sarà seguita da quella di domenica a Rieti, che rientra nell’ambito del Festival dello Sport, importante sia dal punto di vista promozionale che sportivo. Significativo anche partire dal centro Italia, in quanto l’obiettivo dello skiroll è proprio quello di coinvolgere tutto il territorio italiano, non soltanto le località storiche dello sci di fondo. Non a caso abbiamo deciso di andare nel Lazio ed anche in Liguria, realtà dove raramente si gareggia in inverno. È l’opportunità per pubblicizzare le nostre discipline invernali anche lì dove si fa meno attività, magari a causa della mancanza di neve, dando l’opportunità ai giovani di cimentarsi almeno in competizioni estive».

Torniamo indietro di un anno; è stato difficile mantenere alte le motivazioni degli atleti senza avere l’opportunità di disputare gare?
«Non appena è arrivato lo stop alle competizioni, come staff tecnico abbiamo spostato la lancetta dall’obiettivo gara a quello dell’allenamento per mantenere sempre le motivazioni alte. Era fondamentale non demoralizzarsi, ma giudicare quanto accaduto come un’occasione per migliorare alcune lacune e lavorare sui nostri punti deboli, come ad esempio le gare sul bagnato. La passata estate abbiamo fatto ben cinque raduni, un totale di trentadue giorni, che sono stati secondo me fondamentali, in quanto durante una stagione normale non sempre riesci a fare questo lavoro, dal momento che si susseguono le gare. I nostri atleti sono stati bravi a mantenere alta la concentrazione. Devo dire grazie alla FISI per averci dato l’opportunità di fare l’attività anche senza gare in programma, aiutandoci a seguire i nostri obiettivi. Sarebbe stato facile chiudere tutto, ma abbiamo reagito subito e la FISI ci ha sostenuto».

Ad Amatrice saranno al via tutti gli azzurri?    
«Certamente, anche perché queste competizioni sono valide come qualificazione per i Mondiali. I nostri allenatori Emanuele Sbabo e Solange Chabloz saranno presenti proprio per osservare da vicino gli atleti e fare il punto della situazione sul loro stato di forma, in vista anche delle prime convocazioni per la Coppa del Mondo».

Che impressione le hanno fatto gli atleti in occasione del raduno che avete svolto ad Anterselva?
«Erano carichi come una molla, l'ho notato anche dalla loro sopportazione dei carichi di allenamento; non si sono mai lamentati. Anche quando siamo stati costretti ad allenarci in condizioni di meteo avverse, nessuno si è mai tirato indietro. Ho visto la motivazione alle stelle, hanno voglia di mettersi il pettorale, gareggiare e dimostrare il loro valore».

La stagione della ripartenza avrà il suo clou proprio in Italia, il Mondiale Assoluto che si disputerà in Val di Fiemme a settembre. Quanto è importante per voi avere questa occasione dopo l’anno di stop?
«Avere il Mondiale in casa è stupendo, soprattutto perché si svolgerà in Val di Fiemme, sito olimpico, quindi l’evento attirerà anche tanta attenzione mediatica. Siamo orgogliosi di poter disputare il Mondiale in casa, inoltre i percorsi si addicono alle nostre caratteristiche tecniche. Sappiamo di avere un bel vantaggio, perché a luglio ed agosto faremo dei raduni in Val di Fiemme anche per provare il materiale. Non ci sono alibi o scuse, gareggiamo in casa e dobbiamo fare bene. Da direttore tecnico sono il primo a dire che non possiamo sbagliare, perché stiamo curando ogni aspetto».

Tornando alle competizioni italiane. A livello di partecipazione, cosa si aspetta dopo un anno di stop?
«Nell’ultima stagione prima della pausa forzata, avevamo una media di cento atleti a gara, che per noi rappresentava un grande successo. Eravamo arrivati a questi numeri grazie anche all’intervento dei vari comitati regionali, che avevano deciso di partecipare alle gare sui rispettivi territori con i propri fondisti. Ciò aveva portato ad un aumento anche degli appassionati, che avevamo cercato di coinvolgere ancora di più, arrivando così a fare dei numeri pari a quello dello sci di fondo in Coppa Italia. Per non parlare della Sportful con 300 partecipanti o Sovere con 250 iscritti. Per questa stagione, in particolare ad Amatrice, mi interessa soprattutto ripartire coinvolgendo soprattutto i comitati del centro sud che non hanno solitamente grandi opportunità di competere. Per il resto, se mantenessimo gli ottimi numeri di due anni fa, sarebbe un successo. Aumentarli credo sia impensabile in questo particolare momento storico».

A proposito di comitati. Arrivano buonissimi segnali dal Veneto, che ha costruito per il secondo anno consecutivo la squadra regionale, e anche dalle Alpi Centrali, che hanno chiamato Ripamonti come allenatore per lo skiroll e hanno intenzione di partecipare ad alcune competizioni con gli atleti della squadra di fondo.
«Si, è veramente un bel segnale. La creazione di squadre regionali di skiroll fa proprio parte di uno dei tanti progetti che abbiamo pensato per far crescere il nostro movimento. Veneto ed Alpi Centrali hanno iniziato a sposare questa idea. Chi ha avuto occhio attento, queste cose le ha notate e fa piacere».

Giorgio Capodaglio

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