Biathlon | 23 giugno 2021

Biathlon - Wierer risponde alle critiche di Samuelsson e Dale per l'uso dell'elicottero

I due atleti scandinavi avevano criticato l'azzurra perché l'uso dell'elicottero sarebbe per loro in contraddizione con le iniziative sulla sostenibilità ambientale

Foto Katharina Fleishmann (Comitato Organizzatore Val Martello)

Foto Katharina Fleishmann (Comitato Organizzatore Val Martello)

La bella iniziativa dell’IBU, che attraverso il “Biathlon Climate Challenge” ha coinvolto atleti e fan riuscendo così a piantare ben centomila alberi in Madagascar, è stata anche il pretesto per una polemica, esplosa in Scandinavia.
Alcuni atleti hanno infatti criticato Dorothea Wierer, una delle leader della campagna, avendo raccolto 1079 fans che hanno portato a 13.400 alberi, di essere in contraddizione in quanto, nel corso delle ultime stagioni, ha utilizzato in alcune occasioni l’elicottero per spostarsi.

A generare la polemica era stato, già alcune settimane fa, lo svedese Sebastian Samuelsson in un'intervista rilasciata Aftonbladet: «Non so quanti alberi sono necessari per un volo in elicottero, ma posso immaginare che siano molti. Tuttavia penso sia un bene che (Dorothea Wierer) sia lì (nella campagna) e spero che l’elicottero sarà parcheggiato a casa». Samuelsson aveva poi aggiunto di augurarsi che Wierer possa presto utilizzare una bici elettrica.

Oggi una nuova critica a Wierer è arrivata dalla Norvegia, in questo caso da Johannes Dale attraverso le colonne di VG: «Wierer è un po’ in contraddizione. Muoversi in elicottero potrebbe non essere la cosa più rispettosa nei confronti dell’ambiente, quando poi entri a far parte di una campagna del genere. Non so quante volte Wierer usi l’elicottero, ma capisco che le persone possano ritenerla una cosa poco coerente».

Dale, che attraverso i suoi 525 fan ha fatto piantare 8400 alberi, ha poi aggiunto: «Deve guadagnare per questi viaggi in elicottero, quindi forse avrà una coscienza migliore quando volerà la prossima volta».

Fondo Italia ha contattato Dorothea Wierer per darle l’opportunità di replicare alle critiche che le sono state mosse. La trentunenne delle Fiamme Gialle ha così risposto: «Mi dispiace per questa polemica nata in occasione di una bella iniziativa dell’IBU. Mi sento in pace con me stessa e mi sento fortunata ad avere l’opportunità in alcune occasioni di muovermi anche con questo mezzo, in quanto ho numerosi impegni. Avere questo supporto è fondamentale per riuscire ad allenarmi ed assolvere tutti gli impegni in programma, e di questo ringrazio lo sponsor che mi fornisce il servizio, da me utilizzato solo in rare e selezionate occasioni. Inoltre, evitare ogni volta tante ore di pulmino mi ha permesso di risolvere i problemi alla schiena avuti in passato. Sinceramente sarei curiosa di vedere quanti atleti al posto mio, compresi coloro che mi hanno accusata, avrebbero rifiutato la possibilità di spostarsi in elicottero in determinati periodi particolarmente ricchi di impegni. Per me è complicato gestire tutto. Forse molti non si rendono conto di quanto sia difficile adempiere a tutti gli impegni ed allo stesso tempo allenarsi con sempre maggiore intensità. In ogni caso sono sempre molto sensibile alle tematiche dell’ambiente e della sostenibilità, come ho già dimostrato attraverso numerose iniziative, e lo farò anche in futuro».
    
Wierer non è l’unica atleta degli sport invernali a muoversi in elicottero, mezzo scelto in passato anche da alcune squadre di sci di fondo, compresa quella norvegese. Nei prossimi giorni sia Dale che Samuelsson saranno a Lavazè per alcuni allenamenti. Chissà, forse ci sarà la possibilità di incontrare l’azzurra, che spesso sale ai 1800 metri di questa località per alcune sessioni d’allenamento, e chiarirsi di persona.

Giorgio Capodaglio

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