Sci di fondo | 02 luglio 2021

Pechino 2022, Marit Bjørgen contro il boicottaggio: "Non si può dare questo peso agli atleti, quando è responsabilità del CIO"

La campionessa norvegese ha anche lanciato un messaggio alla Norvegia: "Se dobbiamo lamentarci ma allo stesso tempo essere parte del sistema, allora organizziamoli noi"

Pechino 2022, Marit Bjørgen contro il boicottaggio: "Non si può dare questo peso agli atleti, quando è responsabilità del CIO"

Da alcuni mesi diverse nazioni stanno discutendo sulla possibilità di boicottare le Olimpiadi Invernali di Pechino 2022, come protesta verso lo stato cinese per le violazioni dei diritti umani nei confronti degli Uiguri. Gli Stati Uniti hanno ora proposto un boicottaggio diplomatico, che porterebbe quindi gli atleti a gareggiare ed i politici a non recarsi in Cina nel corso dei Giochi, mentre molti vorrebbero che fossero gli atleti stessi a rinunciare.

Sull’argomento è intervenuta anche Marit Bjørgen, ex atleta che quando si parla di Olimpiadi Invernali deve obbligatoriamente essere interpellata, essendo la più vincente di sempre. L’ex campionessa dello sci di fondo, interpellata da Nettavisen, non si è fatta problemi a tirare le orecchie a coloro che vorrebbero un intervento diretto degli atleti. «Ovviamente mi schiero contro le violazioni dei diritti umani in Cina. Penso però sia sbagliato mettere tutto questo peso sulle spalle degli atleti, che hanno le Olimpiadi come l’obiettivo finale del loro lavoro. A questo (quanto accade in Cina, ndr) avrebbe dovuto pensare il CIO quando ha assegnato i Giochi. Penso gli atleti prendano le distanze da quanto sta accadendo in Cina, ma poi è anche sbagliato dare loro delle responsabilità, quando in realtà sono del CIO. È una decisione politica».

Bjørgen è anche critica circa la tempistica con cui è stata tirata fuori questa polemica, dal momento che i Giochi sono stati assegnati alla Cina il 31 luglio 2015, ma del boicottaggio se ne parla da pochi mesi. «Forse si sarebbe dovuto protestare quando le Olimpiadi sono state assegnate. Farlo ora mi sembra un po’ tardi. Ci sono sicuramente dei motivi per mostrare la propria opposizione al CIO ed alla Cina, ma è tipico che ciò arrivi solo a qualche mese dei Giochi. È pure una cosa mediatica».

Infine l’ex atleta ha fatto un appello alla sua Norvegia, invitandola a proporsi per ospitare i Giochi anziché contestare chi lo fa: «Se siamo contrari alle Olimpiadi in Cina, dovremmo iniziare ad assumerci la responsabilità di organizzare i Giochi, anziché discutere di tutto ciò che non va nei paesi ospitanti. Se dobbiamo lamentarci ma allo stesso tempo essere parte del sistema, allora organizziamoli noi. Credo che la Norvegia potrebbe cambiare la tendenza verso cui stanno andando le Olimpiadi e riportare le cose alle loro radici, abbassando anche i costi».

G.C.

Ti potrebbero interessare anche: