Sci di fondo | 14 luglio 2021

Granfondo - Il Team Robinson ha iniziato a preparare la stagione 2021/22 del Visma Ski Classics

Sulle dolimiti si è svolto il primo raduno del team di Bruno Debertolis: "Purtroppo non ci sono atleti italiani in lotta per le prime posizioni; questo ci aiuterebbe a sviluppare lo sport. Forse in futuro le cose cambieranno"

Granfondo - Il Team Robinson ha iniziato a preparare la stagione 2021/22 del Visma Ski Classics

Il sito ufficiale del Visma Ski Classics ha seguito il primo ritiro organizzato dal Team Robinson Trentino, che sulle Dolomiti trentine ha iniziato la preparazione in vista della XII stagione del Visma Ski Classics.

«Stiamo facendo allenamenti lunghi ma utilizzando diversi mezzi - ha affermato Bruno Debertolis, direttore del team, nel servizio di André Santos - facciamo skiroll, sia tecnica classica che skating, ciclismo, corsa ed escursionismo. L'obiettivo principale di questo primo training camp è aumentare il volume per prepararsi alla prossima stagione di Visma Ski Classics».

Allenamenti anche molto duri, come quello di sabato scorso. «È durato più di 7 ore e consisteva in 63 km di ciclismo con 1200 metri di dislivello, 20 km pattinando su una superficie piana, 20 chilometri facendo allenamento classico di skiroll con più di 1000 metri di dislivello e infine correndo in montagna. Davvero intenso ma importante per allenare la resistenza alla fatica» ha affermato Debertolis, consapevole del privilegio di allenarsi sulle montagne trentine.

In vista della prossima stagione, il Team Robinson ha deciso di dare spazio ai giovani, sviluppando una sorta di "talent team", con alcuni giovani, nati tra il 1998 ed il 1999, che inizieranno a gareggiare con il Pro Team. La squadra sta inoltre parlando ancora con alcuni atleti che potrebbero aggregarsi alla squadra. «Ci sono molti fondisti forti che seguono i loro sogni. Tanti sono i giovani atleti provenienti da diverse regioni d'Italia, cosa che apre opportunità a nuovi sponsor. L'interesse per il Visma Ski Classics è in aumento, soprattutto perché gli eventi in Italia sono tanti. Purtroppo non ci sono atleti italiani in lotta per le prime posizioni. Questo ci aiuterebbe a sviluppare lo sport. Forse in futuro le cose cambieranno».

G.C.

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