Olimpiadi | 24 luglio 2021

Politici statunitensi scrivono al CIO: "Rinviate o spostate le Olimpiadi di Pechino"

Un gruppo bipartisan di politici statunitensi ha inviato una lettera a Bach chiedendo di rinviare oppure cambiare il paese ospitante delle Olimpiadi Invernali

Politici statunitensi scrivono al CIO: "Rinviate o spostate le Olimpiadi di Pechino"

Mentre a Tokyo sono partite con un anno di ritardo le Olimpiadi Estive 2020, negli Stati Uniti si continua a discutere sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi Invernali che si svolgeranno a Pechino dal 4 al 22 febbraio 2022. Secondo quanto riferito da Reuters, venerdì, un gruppo bipartisan di legislatori statunitensi ha invitato il Comitato Internazionale Olimpico a rinviare le Olimpiadi invernali di Pechino del 2022 e a trasferire l'evento in un'altra località, se la Cina non dovesse porre fine a quello che gli Stati Uniti considerano un genocidio in corso contro gli uiguri ed altri gruppi di minoranza musulmana.

Il senatore democratico Jeff Merkley ed il rappresentante democratico Jim McGovern, insieme al senatore repubblicano Marco Rubio e al rappresentante repubblicano Chris Smith hanno scritto una lettera in cui si afferma che nessuna Olimpiade dovrebbe svolgersi in un paese "il cui governo sta commettendo genocidio e crimini contro l'umanità".

Nella lettera, indirizzata al presidente del CIO, Thomas Bach, è scritto: «Non abbiamo visto prove che il CIO abbia preso provvedimenti per spingere il governo cinese a cambiare il suo comportamento. Il CIO rischia di creare un precedente oscuro in cui il comportamento dei futuri governi ospitanti olimpici non è vincolato dai riflettori internazionali forniti dai Giochi olimpici. Il CIO ha la possibilità di posticipare i Giochi Olimpici, poiché le Olimpiadi estive del 2020 in Giappone sono state posticipate di un anno, appena quattro mesi prima dell'apertura prevista, a causa della pandemia di COVID-19».

Per il momento il CIO non ha commentato, ma in precedenza aveva già affermato che non sarà un governo mondiale esterno a risolvere i problemi politici in Cina prima dei Giochi.

Ricordiamo che gruppi per i diritti umani, ricercatori, ex residenti ed alcuni funzionari occidentali hanno affermato che le autorità dello Xinjiang stanno costringendo al lavoro forzato e perpretando altri abusi, detenendo circa un milione di uiguri e altre minoranze principalmente musulmane dal 2016.
La Cina nega ogni illecito e ha affermato di aver istituito centri di formazione professionale nello Xinjiang per affrontare l'estremismo religioso.

Ciò ha provocato la reazione di alcuni legislatori statunitensi che sostengono il boicottaggio dei Giochi Olimpici, ma l'amministrazione del presidente Joe Biden ha sottolineato che non ha intenzione di impedire agli atleti americani di partecipare ai Giochi di Pechino, ma ha affermato che discuterà un approccio comune con gli alleati.

G.C.

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