Sci di fondo | 27 agosto 2021

Pellegrino a Fondo Italia: "Nel gruppo Cramer ci aiutiamo a vicenda per avvicinarci ai norvegesi" (1ª Parte)

L'azzurro ha parlato ai microfoni di Fondo Italia in occasione del raduno di Lavazè. L'intervista è stata divisa in due parti; nella prima l'azzurro ha parlato del confronto con i suoi compagni di squadra del gruppo Cramer.

Pellegrino a Fondo Italia: "Nel gruppo Cramer ci aiutiamo a vicenda per avvicinarci ai norvegesi" (1ª Parte)

A tre mesi dall’inizio della preparazione, Federico Pellegrino è sempre più convinto che la scelta di intraprendere un percorso nuovo, allenandosi con il gruppo Cramer della nazionale russa, sia stata quella più giusta. Il valdostano delle Fiamme Oro sta trovando ciò che cercava.

L’azzurro l’ha confermato anche a Fondo Italia, quando la nostra redazione si è recata a Lavazé per osservare da vicino il gruppo Cramer al lavoro. Così come De Fabiani, Pellegrino si è già ambientato, è felice di allenarsi con atleti di alto livello e apprezza anche il programma che prevede tre settimane di raduno e solo una a casa. Al microfono di Fondo Italia, il campione del mondo di Lahti 2017 ha anche descritto alcune differenze che ha notato nel modo di lavorare dei russi e ritiene che anche i giovani italiani dovrebbero prendere esempio, imparando a eseguire il tipo di allenamento richiesto andando piano quando c’è bisogno di fare un lento, anziché esagerare. Un consiglio che Pellegrino dà da molto tempo ai giovani nazionali azzurri e ripreso anche da Stefano Saracco, in un’intervista rilasciata di recente alla nostra redazione.

Di seguito uno stralcio delle dichiarazioni di Pellegrino, mentre l’intervista completa potete vederla nel video.

SU QUESTI PRIMI DUE MESI CON LA SQUADRA RUSSA
«Come già pensavo alla vigilia, si sta rivelando una bella esperienza,
stiamo scoprendo un nuovo modo di lavorare, tante cose molto interessanti e un punto di vista diverso nei confronti della preparazione alla stagione olimpica. La voglia di lavorare e far fatica è però sempre la stessa»
.

LE DIVERSITÁ RISPETTO ALL’ITALIA.
«Sicuramente qualcosa di diverso si nota già nella programmazione. Affrontiamo raduni di tre settimane, seguiti da una sola settimana di scarico a casa. Stare tanto tempo via da casa impone ovviamente dei sacrifici, soprattutto con la famiglia, ma ha dei vantaggi nel lavoro, in quanto permette di diluire la quantità e l’intensità in maniera più equilibrata nel corso di tre settimane. Per quanto riguarda l’atteggiamento degli atleti russi nell’allenamento, fanno ciò che io stesso cerco di consigliare da tempo ai più giovani: per poter andare veloci nei veloci bisogna andare lenti nei lenti. È una cosa fondamentale nella preparazione del fondista. L’avevo già visto negli scorsi anni da norvegesi e finlandesi, ora ne ho conferma anche dal gruppo di Cramer».

UN GRUPPO INTERNAZIONALE PER AVVICINARE LA NORVEGIA
«L’obiettivo di tutti è stato chiaro fin da subito: aiutarci per alzare il nostro livello. Se fino a oggi vedevamo i norvegesi più in alto rispetto a noi italiani e i russi stessi, allenandoci assieme vogliamo cercare di crescere e avvicinarci a loro, che oggi sono il punto riferimento del nostro sport e gli avversari più temibili.
L’idea è spronarsi nell’allenamento tra atleti forti per crescere sempre di più, tenendo poi presente che il nostro è uno sport individuale, quindi in gara ognuno penserà a sé e ce le daremo come sempre. Ma dopo il traguardo ci saranno strette di mano e abbracci più calorosi con compagni di tante fatiche»
.

 

Giorgio Capodaglio

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