Olimpiadi | 15 settembre 2021

Doping - La WADA potrebbe escludere la cannabis dalle sostanze dopanti: in corso una revisione scientifica

Il caso di Sha'Carri Richardson ha spinto l'Agenzia Mondiale Antidoping a riconsiderare lo status dopante della cannabis.

Doping - La WADA potrebbe escludere la cannabis dalle sostanze dopanti: in corso una revisione scientifica

Potrebbero arrivare novità importanti per quanto riguarda le sostanza dopanti vietate. La WADA, Agenzia mondiale antidoping ha infatti annunciato, attraverso un comunicato diffuso questa mattina, che riconsidererà l'inclusione della cannabis nell'elenco delle sostanze vietate. Sulla scia di quanto accaduto alla velocista statunitense Sha'Carri Richardson, esclusa dalle Olimpiadi di Tokyo per essere risultata positiva alla cannabis, che aveva ammesso di aver fumato marijuana per affrontare il dolore per la morte di sua madre, la WADA ha attivato una revisione scientifica per decidere se continuare a considerare la sostanza doping o meno. In ogni caso la cannabis sarà ancora considerata doping nel 2022.

"A seguito delle richieste da un certo numero di parti interessate - è scritto nella nota della Wada - il comitato esecutivo ha approvato la decisione del gruppo consultivo di esperti della lista di avviare nel 2022 una revisione scientifica dello stato della cannabis. [...] La cannabis è attualmente vietata in competizione e continuerà ad esserlo nel 2022".

Dopo il caso di Richardson è nato un dibattito sull'argomento, al quale hanno partecipato anche molte celebrità, atleti e politici, che hanno criticato una regola considerata ormai superata e non necessaria. Come riferito dall'Agenzia Ansa, anche il capo della Federazione internazionale di atletica leggera, Sebastian Coe, aveva chiesto una revisione dello stato della cannabis. "Non è irragionevole oggi avere una revisione", aveva dichiarato durante le Olimpiadi.

G.C.

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