Sci di fondo | 20 ottobre 2021

Fondo - Allenamento in quota, l'opinione di Northug: "Può fare la differenza per una medaglia"

L'ex fenomeno del fondo mondiale è a favore dell'allenamento in quota in vista di Pechino: "Io stesso ci ho messo anni ad abituarmi alla quota; 20 o 30 giorni di quota in meno possono non farti rendere il 100% alle Olimpiadi"

Fondo - Allenamento in quota, l'opinione di Northug: "Può fare la differenza per una medaglia"

Anche il due volte campione olimpico di sci di fondo Petter Northug è intervenuto sulla discussione in corso in Norvegia sull'utilità dell'allenamento in quota in questa fase della preparazione. Le squadre nazionali norvegesi hanno infatti preso direzioni diverse: le donne sono a sciare sul ghiacciaio in Val Senales, gli sprint uomini hanno scelto Livigno, mentre gli atleti distance hanno preferito restare in Norvegia e non avvalersi di un nuovo periodo in quota.

Il due volte campione olimpico ritiene che coloro che sono rimasti a casa abbiano preso un rischio: «Non oserei rischiare con una tale preparazione. Ci sono voluti diversi anni prima che fossi in grado di essere competitivo nelle gare in quota, probabilmente a causa del fatto che ho trascorso troppi pochi giorni lì. Un conto è allenarsi in quota, un altro è gareggiare. La mancanza di giorni in quota può significare che potresti non avere prestazioni ottimali a Pechino. Se mancano venti o trenta giorni di quota, puoi tirare fuori solo il 90 percento di ciò di cui sei capace. Ciò potrebbe non permetterti di competere per le medaglie».

Northug vira l'attenzione su Bolshunov: «I norvegesi dovranno vedersela con Bolshunov in quota. Sarà lui il principale rivale. Il russo vuole l'oro olimpico. Sappiamo che Bolshunov se la cava bene con la quota, il che significa che sarà più difficile batterlo ai Giochi rispetto a una gara a quote più basse. Questa è una vera sfida per i norvegesi».

Chi si sta allenando molto in quota sono Johannes Klæbo e Therese Johaug. «L'oro olimpico è importante per loro - commenta Northug - vogliono arrivare a Pechino nel miglior modo possibile, adattandosi alla quota. Inoltre, rispetto agli altri, non hanno bisogno di qualificarsi».

Al contrario degli atleti della squadra distance, che sono rimasti in Norvegia per iniziare al meglio la stagione. Tra loro anche Iversen, secondo il quale l'effetto della quota sarebbe sopravvalutato. «Io ed Emil abbiamo punti di vista completamente diversi sulla quota - ammette Northug - probabilmente lui è anche ansioso di farsi trovare subito in condizione prima di Natale, per riuscire a qualificarsi nelle gare che vuole disputare alle Olimpiadi. Ma, ripeto, a me ci sono voluti diversi anni prima che "decifrassi il codice" per performare in quota».

G.C.

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