Sci di fondo | 24 ottobre 2021

Sci di Fondo - La Russia piange la scomparsa di Vyacheslav Vedenin, l'eroe sovietico delle Olimpiadi di Sapporo

L'olimpionico russo è scomparso lo scorso 22 ottobre dopo una lunga malattia. A cavallo tra gli anni sessanta e settanta ha regalato alla sua Russia tante medaglie.

Foto Credit: IOC Olympic Collection Museum

Foto Credit: IOC Olympic Collection Museum

La Russia piange la scomparsa di una delle leggende dello sci nordico sovietico. Vyacheslav Vedenin è venuto a mancare lo scorso 22 ottobre, come annunciato ieri dalla Federazione Russa di sci di fondo.

Profondo dolore all'interno di tutto il mondo dello sci di fondo russo, per l'addio a un campione che ha regalato tante gioie all'Unione Sovietica a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Nato nel 1941, durante la Seconda Guerra Mondiale, Vedenin vinse la medaglia d'argento nella 50 km alle spalle di Ole Ellefsæter, unico fondista russo ad andare a medaglia alle olimpiadi francesi, mentre tre medaglie arrivarono dalle donne. Due anni dopo, Vedenin fu grandissimo protagonista ai Mondiali di Štrbské Pleso in Cecoslovacchia, vincendo l'oro nella 30 km e in staffetta, più un altro argento nella 50 km. Nel 1972, alle Olimpiadi di Sapporo riuscì a ripetersi vincendo due medaglie d'oro, ancora nella 30 km e in staffetta. Per lui arrivò anche il bronzo nella 50 km, vinta dal norvegese Pål Tyldum.

Così il Comitato Olimpico Russo ha ricordato i suoi trionfi di Sapporo: «Il principale trionfo nella carriera sportiva di Vedenin sono stati i Giochi Olimpici del 72 a Sapporo. Vedenin era il portabandiera della squadra nazionale sovietica alla cerimonia di apertura. Ha vinto l'oro nella distanza di 30 km ed è diventato il primo fondista sovietico a vincere i Giochi Olimpici in una gara individuale. Quindi ha fatto una vera impresa sportiva nella staffetta. Ha corso l'ultima frazione, prima della quale la squadra nazionale dell'URSS aveva perso più di un minuto rispetto alla Norvegia. Attraverso sforzi eroici, Vedenin è stato in grado di riconquistare questo divario da Jochs Harviken e ha portato alla squadra una medaglia d'oro». A quella impresa venne anche dedicato un francobollo.

G.C.

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