Biathlon | 25 novembre 2021

Biathlon - A Fondo Italia, Andrea Zattoni fa il punto sulle condizioni degli azzurri alla vigilia di Östersund

Zattoni urla al fianco di Hofer. Una scena che vedremo spesso anche in stagione. Foto di Stefano Jeantet

Zattoni urla al fianco di Hofer. Una scena che vedremo spesso anche in stagione. Foto di Stefano Jeantet

Una settimana a casa per ricaricare le batterie, passare alcuni giorni con la famiglia e nel frattempo preparare gli ultimi particolari in vista della partenza della Coppa del Mondo di biathlon. Andrea Zattoni è pronto a vivere la sua quarta stagione in giro per il mondo al seguito della nazionale azzurra di biathlon. Al fianco di Andreas Zingerle, in estate Zattoni ha allenato Dorothea Wierer, Lukas Hofer, Dominik Windisch, Tommaso Giacomel e Didier Bionaz, ma ovviamente ha lavorato anche a stretto contatto con Mirco Romanin che si occupava della parte riguardante preparazione atletica e sci di fondo nell’altro sottogruppo della squadra azzurra, seguendo la linea dettata da Fabrizio Curtaz con l’obiettivo di alzare la qualità del lavoro.

A pochi giorni dal via, in attesa di vederlo urlare in pista al fianco degli atleti, lo abbiamo raggiunto telefonicamente per fare il punto della situazione sul lato atletico in vista dell’attesa ripartenza della Coppa del Mondo di biathlon.

Buon pomeriggio Zattoni. È soddisfatto di ciò che ha visto dalla squadra azzurra a Idre?
«Ho visto delle buone cose, se prendo in considerazione anche il lavoro che avevamo svolto nei giorni precedenti. Nella prima settimana abbiamo fatto un lavoro più intenso, richiamato la qualità che abbiamo stimolato molto bene in estate e autunno, oltre a permettere agli atleti di ritrovare il feeling sulla neve, visto che sono tornati a sciare dopo diverso tempo. Nella seconda abbiamo cercato di preparare un po’ le gare, ma non con l’obiettivo di performare al cento per cento, che è invece ciò che si siamo prefissati nel weekend in arrivo. Qualcuno si è messo in mostra, altri hanno dimostrato di saper fare ancora bene quanto fatto già in passato, mentre qualcuno fatica di più, come sempre in questa fase. Abbiamo avuto dei buoni segnali da Michela Carrara sia nella condizione fisica sia al tiro, Lisa (Vittozzi, ndr) ovviamente molto bene, come Tommaso (Giacomel, ndr). Didier (Bionaz) ha fatto bene in allenamento la settimana precedente mentre ha faticato di più nel trovare il ritmo gara. Thomas ha fatto delle ottime prestazioni. Mediamente siamo soddisfatti. Ora aspettiamo Luki (Hofer, ndr) con noi. Vediamo come staremo il prossimo weekend a Östersund».  

A proposito di Hofer. Come sta? Molti tifosi si sono preoccupati nel non vederlo al via delle gare di Idre.
«Ha avuto un problema alla spalla. I nostri dottori insieme a fisioterapisti e ortopedici sembrano aver sistemato la problematica. Lukas ha ripreso a sciare già due settimane fa. Bene o male ha mantenuto un buon livello di attività, a parte i giorni immediatamente successivi al verificarsi del problema, nei quali ha pensato solo a recuperare e riposare. Ha seguito una programmazione personalizzata, nella quale ha dovuto gestire l’allenamento in base alle sensazioni e ai feedback dello staff medico. Domenica sono andato a Obertilliach con lui e ho avuto un’ottima impressione, mi è sembrato molto performante. Dal punto di vista emotivo non ha vissuto un mese normale, non era facile per lui accettare di fermarsi a poco dal via. È riuscito a metabolizzare l’imprevisto e pensare a come trarne vantaggio già dalle prima gare. Lo scorso anno ce l’ha fatta nonostante il covid, quando fu costretto al riposo completo».

A fine estate Wierer ha affermato di aver avuto problemi di sonno, difficoltà che sembra ormai alle spalle, ed altre problematiche. Come sta fisicamente?
«Noi ci aspettiamo possa essere subito un’ottima Dorothea. In estate ha fatto molto bene, è stata sempre molto motivata e lo è ancora. In quel periodo le cose le venivano con grande facilità, la condizione era buona e spesso si era allenata con i maschi. Quest’anno è stata oberata di impegni, anche più rispetto ad altri anni. Ha pagato un po’ di stress, ma lo sta smaltendo pian piano. Già a metà ottobre si è accorta di aver ricominciato a fare buone cose. Anche a Idre si è allenata bene e nella prima gara ha fatto più fatica rispetto alla seconda, quindi è andata in crescendo. Non dimentichiamoci che oltre a tutte le altre cose, sta anche rifacendo la casa, che è un aspetto sempre complicato da gestire. Ricordate quando Domi disse che si era tolto un peso quando erano finiti i lavori? Comunque spero che Dorothea entri bene in condizione, perché è un’atleta che si auto alimenta con i risultati, quando fa bene è ancora più motivata a fare meglio. Lei ha tanti stimoli in vista della terza Olimpiade, nella quale vuole sfruttare le esperienze fatte in questi anni».

Che impressione ha avuto da Lisa Vittozzi?
«A Idre, Lisa l’ho vista molto bene sia nell'aspetto atletico che mentale. È serena e tranquilla al tiro, le ho visto fare nuovamente delle cose fantastiche che le appartengono. Speriamo di averla ritrovata, anche se non penso che l’avessimo mai persa. Le serve solo questa spensieratezza che le ha già permesso di ottenere risultati di altissimo livello in passato. Adesso speriamo che con le prime gare ufficiali continui questo suo trend, perché riavere al meglio un’atleta del genere farebbe bene a tutta la squadra».

A che punto sono i due giovani del suo sottogruppo e Windisch?
«I due giovani stanno bene. Tommaso ha fatto delle ottime prestazioni nelle gare di Idre, penso e spero che possa continuare su questo trend, nonostante faccia sempre un po’ fatica sugli sci a inizio stagione. Didier e Tommaso erano abbastanza stanchi dopo Forni Avoltri, li abbiamo fatti recuperare e poi si sono allenati molto bene a Idre. Sono motivati. Pensate che Didier domenica scorsa mi ha scritto di avere proprio voglia di far fatica. Su a Idre non si è espresso al suo cento per cento, aveva forse un po’ di tensione, ma già nella seconda gara si è comportato meglio rispetto alla prima. Didier ha già dimostrato che al quarto weekend di gare può mettersi alle spalle dei signori atleti, deve solo avere il tempo di ritrovare i suoi ritmi. Per quanto riguarda Dominik, è forte della sua esperienza, si conosce bene. L’ho visto deciso e determinato, ha approcciato agli allenamenti sempre con grande determinazione. Non lo avevo mai visto così deciso, ha dato un segnale importante a tutti. A Idre non era contento di come aveva approcciato al tiro e anch’egli ha fatto meglio nella seconda gara. Domi deve ancora sistemare la condizione, finalizzare il lavoro, e sfruttare le prime gare per entrare in forma».

A Idre Thomas Bormolini ha destato un’ottima impressione sugli sci.
«Thomas ci ha già fatto vedere delle buone cose in allenamento e credo abbia fatto quel piccolo step nella gestione delle forze che gli mancava. Se è in condizione, lui è in grado di fare delle ottime prestazioni e parte dalla preziosa base dei buoni risultati della passata stagione. Le competizioni di Idre sono di buon auspicio per lui. Ci auguriamo riesca a portare questa concentrazione e lo stesso approccio anche a Östersund. Sicuramente è bello avere cinque atleti di alto livello, perché è un bene per tutti loro, in quanto sanno che devono dare quel qualcosa in più per guadagnarsi un posto in staffetta».

A preparazione conclusa, ritiene che la scelta di creare due sottogruppi abbia funzionato?
«Sicuramente. In passato, quando lavoravamo con gruppi più ampi, era facile disperdere la propria attenzione. In questo modo, invece, ci siamo focalizzati meglio sul singolo individuo e le sue necessità, riuscendo comunque a lavorare in sintonia. Anche quando eravamo divisi, noi allenatori condividevamo tutto ciò che era stato fatto e le nostre impressioni. Abbiamo seguito lo stesso programma, in vista di quando avremmo unito i due gruppo continuando a lavorare allo stesso modo».

Cosa si aspetta da queste prime gare di Coppa del Mondo?
«Spero che in stagione tutti possano esprimersi al massimo di quanto fatto in estate, perché non è sempre così scontato farlo. Qualcuno magari avrà bisogno di diverse gare per riuscirci, altri lo faranno in meno tempo. Spero che Tommaso e Didier trovino subito continuità nel piazzarsi a punti. Ciò darebbe loro maggiore tranquillità e sicurezza. Mi auguro lo stesso anche per Michela, che ha bisogno di stare più in alto con continuità. Per quanto riguarda il resto, nonostante il livello della concorrenza sia sempre più alto, spero che le nostre donne (Wierer e Vittozzi, ndr) possano essere subito nell’élite mondiale, perché ovviamente è nelle loro corde. Lo stesso penso per gli uomini, visto che Luki ha ottenuto due podi in tre gare a Östersund nel finale della passata stagione, mentre Dominik ha già fatto vedere in passato qual è il suo livello. L’augurio è che il lavoro che abbiamo fatto possa già portare i suoi frutti in queste prime due tappe. Penso che le due settimane al Nord, che ci sono mancate lo scorso anno, saranno d’aiuto».

Giorgio Capodaglio

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