Biathlon | 29 novembre 2021

Biathlon - L'emozione di papà Armin Auchentaller per la convocazione di sua figlia Hannah: "Dovevamo vederci solo a Natale"

Biathlon - L'emozione di papà Armin Auchentaller per la convocazione di sua figlia Hannah: "Dovevamo vederci solo a Natale"

Nell’ultimo weekend si è tolto una bella soddisfazione, grazie alla splendida prestazione di Clare Egan, bravissima nella sprint con un doppio zero che le ha consentito di chiudere al 12° posto. Per Armin Auchentaller, la nuova settimana è iniziata con un’altra emozione, ancora più forte, quella del papà che vedrà la figlia esordire in Coppa del Mondo.

Così, quando la FISI ha annunciato la convocazione di Hannah Auchentaller, che giovedì farà il suo esordio in Coppa del Mondo, ci siamo immediatamente messi in contatto con l’allenatore della nazionale statunitense, per conoscere le sue emozioni.

Buon pomeriggio Auchentaller. Quando ha saputo della convocazione in Coppa del Mondo di sua figlia Hannah?
«È stata lei a chiamarmi. È stata una situazione molto particolare, in quanto ci eravamo sentiti dieci minuti prima e parlando di quando ci saremmo visti, ci eravamo dati appuntamento a Natale, quando avrò l’opportunità di tornare a casa. Avevamo già organizzato una bella uscita insieme, quando dieci minuti dopo mi ha telefonato nuovamente e mi ha detto che ci saremmo visti prima di Natale. Io in un primo momento nemmeno ho colto subito a cosa si stesse riferendo, allora mi ha detto che l’aveva chiamata Fabrizio (Curtaz, ndr) comunicandole la convocazione per la tappa di Östersund. E allora si, ci vediamo un po’ prima di Natale».

Cosa prova in questo momento?
«Come papà sono molto felice perché Hannah sta facendo la sua strada e le cose vanno bene. Quando senti che tua figlia è contenta, allora da papà lo sei anche tu. Per un genitore la felicità dei propri figli è la cosa più importante. Credo che anche per lei sia emozionante fare l’esordio in Coppa del Mondo. Mi auguro possa uscirne con buone sensazioni ed imparare tanto, perché è lì proprio per questo. Poi, quel che viene, viene».

Mi auguro non le facciano fare qualche bagno all’aperto anche su a Östersund, viste le temperature.
«Speriamo di no, altrimenti potrei rischiare la vita. Ma me lo faranno fare prima o poi, anche perché Clare (Egan) ha iniziato la stagione con il piede giusto cogliendo uno splendido dodicesimo posto».

Ovviamente in pista o al poligono seguirà i suoi atleti statunitensi, ma immaginiamo che sarà difficile per lei non incoraggiare anche sua figlia.
«Non ho un posto fisso durante le competizioni, a volte sono al poligono e in altre occasioni vado in pista. Dipende dalla gara. Per la sprint di domenica, ad esempio, ero al poligono nel corso dell’azzeramento, poi mi sono recato in pista per vederle all’opera anche lì. Penso che giovedì farò lo stesso. Ovviamente quando Hannah passerà mi troverò lì ad incoraggiarla. Ma in ogni caso sono legato sempre a tutti gli atleti italiani, perché il mio cuore è sempre in Italia, batte per l’azzurro e per tutti i nostri atleti. Insomma seguo e tifo sempre per gli atleti che alleno, ma poi anche per gli italiani».

All’interno del team statunitense cosa le hanno detto quando hanno saputo della convocazione di Hannah?
«Sono tutti contenti perché la conoscono. Come avete visto ad Anterselva si mette spesso a parlare con le atlete degli Stati Uniti e sono tutti contenta di vederla. Pensate che oggi mi ha chiamato anche Kaisa Mäkärärinen, perché aveva saputo di Hannah ed era felice per lei. Mi ha poi detto di riferirle che lei al suo esordio giunse 94ª, ma da lì in poi ha fatto un bel po’ di esperienza».

Giorgio Capodaglio

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