Sci di fondo | 02 dicembre 2021

"Sci di fondo più biathlon uguale Valanga Arancio": lo Sci Club Entracque Alpi Marittime si presenta in grande stile

I giovani dello sci club: foto di Flavio Becchis (Universo Nordico)

I giovani dello sci club: foto di Flavio Becchis (Universo Nordico)

Lunedì 29 novembre, lo Sci Club Entracque Alpi Marittime ha presentato la stagione 2021/22 e l’ha fatto in grande stile, degno di quella Valanga Arancio che da diversi anni si toglie numerose soddisfazioni in Italia e anche in campo internazionale. L’evento si è svolto a Cuneo, nella splendida cornice della Sala San Giovanni della città capoluogo della Granda, presentato da Dario Puppo, storica voce del biathlon su Eurosport, alla presenza delle autorità politiche locali e della FISI.

Nel corso dell’evento sono infatti intervenuti, in ordine di apparizione: Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, che si è collegato in videochiamata, Gian Pietro Pepino, sindaco di Entracque, Piero Marocco, vice presidente della FISI, Pietro Blengini, presidente del Comitato FISI AOC, Paolo Bongioanni, consigliere della Regione Piemonte, Mauro Bernardi, presidente della ATL di Cuneo, Matteo Gagliasso, consigliere della Regione Piemonte, Claudia Martin, delegato provinciale CONI di Cuneo, e Cristina Clerico, Assessore a Cultura, Università e Sport del Comune di Cuneo.

A essere protagonisti sono stati, però, soprattutto loro, i giovani atleti, dai baby fino ai senior, quasi tutti vestiti d’arancio, ma alcuni già con la divisa dei rispettivi corpi di appartenenza. Assenti Marco Barale e Gaia Brunetto, il primo delle Fiamme Oro e la seconda del CS Esercito, entrambi in raduno con la nazionale Juniores e Giovani di biathlon, così come non c'era Thomas Daziano, sempre nella squadra giovanile azzurra, mentre erano presenti Stefano Canavese (biatleta del CS Esercito), Davide Ghio (fondista tesserato per le Fiamme Gialle) ed Elisa Gallo (fondista tesserata per le Fiamme Gialle). Ad accompagnare gli atleti, gli allenatori di fondo e biathlon: Tommaso Custodero, il campione mondiale di skiroll Emanuele Becchis, Simone Roggero, Elena Richard, Cristian Marin, l’ex biatleta Matteo Vegezzi Bossi, che ha iniziato a collaborare mentre sta diventando maestro di sci, Rachele Fanesi, ex biatleta azzurra e oggi allenatrice, e Roberto Biarese.

Sul palco sono poi intervenuti anche gli allenatori, che hanno sottolineato alcuni aspetti che sono molto a cuore allo sci club entracquese: multidisciplinarità e lavoro parallelo nello sci di fondo e nel biathlon. A chiarire il concetto, a Fondo Italia, è Ilvano Rigaudo, presidente del sodalizio arancio e fratello di quella Elisa, medagliata nella marcia alle Olimpiadi di Pechino del 2008, e oggi all’interno dello sci club. «Per noi è importante far svolgere attività ai ragazzi nel corso di tutto l’anno e far provare loro diverse discipline. Ciò ci aiuta anche a far avvicinare allo sci giovani che magari scoprono la nostra realtà per l’attività estiva e decidono di restare anche per l’inverno, nonostante non abbiano famiglie legate a sci di fondo e biathlon. Ma in estate, molti di questi bambini provano l’aria compressa e si divertono, così vogliono restare. Di inverno, però, da giovanissimi ci concentriamo soprattutto sul fondo e sulla tecnica, per poi introdurli alla carabina pian piano. Ritengo importante portare avanti parallelamente sci di fondo e biathlon, qualcosa che sta facendo la differenza. Credo che i giovani debbano prendere una decisione più avanti, quando sono più grandi. I miei figli, per esempio, hanno scelto di proseguire solo nello sci di fondo, ma oggi continuano a fare attività assieme ai loro amici che invece hanno deciso di proseguire nel biathlon. Per tutti loro è uno stimolo in più».

Rigaudo è fiero del lavoro svolto fin qui, che ha portato l'Entracque Alpi Marittime a crescere nei numeri fino a riempire la Sala San Giovanni già con i soli bambini e allenatori: «Questa serata è stata veramente emozionante, in particolare perché siamo riusciti a riempire una sala grande e bella come questa. Qualche anno fa, quando accettai di diventare presidente, non avrei mai immaginato che avremmo raggiunto certi numeri, ma ci siamo arrivati grazie soprattutto alla passione e la professionalità dei nostri tecnici, diretti magistralmente da Amos Pepino. Inoltre ho anche mia sorella Elisa che ci aiuta con l’attività estiva, progetto che rappresenta forse il nostro segreto. La cosa che più mi rende orgoglioso è proprio l’aver portato avanti il binomio sci di fondo – biathlon, perché ritengo che, come stiamo vedendo ora con Federica Sanfilippo, ci sia bisogno di portare i biatleti anche nelle gare di fondo. Come era scritto questa sera alle nostre spalle: sci di fondo più biathlon uguale Valanga Arancio».

Nel corso della serata è stato anche premiato Gian Pietro Pepino, sindaco di Entracque, tifoso numero uno della squadra e sempre attento e ansioso di ricevere in tempo reale tutti i risultati degli atleti del club dai campi gara. Non è nemmeno raro vederlo con la pettorina da volontario in occasione degli eventi organizzati al Centro Fondo di Entracque. Dopo aver ricevuto il riconoscimento, visibilmente emozionato, Pepino ha anche ringraziato tutti coloro che in questi anni hanno permesso allo sci club arancio di diventare secondo in Italia nel biathlon e terzo nello sci di fondo, per poi annunciare che finalmente qualcosa si sta muovendo per la costruzione della pista da skiroll dopo il finanziamento della Regione Piemonte. Sarebbe una grande notizia non solo per lo Sci Club Entracque Alpi Marittime, ma per tutto il movimento piemontese.

Lo meriterebbe la passione di questo sci club, che ha portato in Piemonte ben sedici titoli italiani tra sci di fondo e biathlon nell’ultima stagione, 15 argenti e 10 bronzi, più altre 11 vittorie in Coppa Italia. Senza dimenticare il titolo mondiale vinto da Emanuele Becchis nella sprint dei Mondiali di Skiroll in Val di Fiemme, al quale si aggiunge l’argento di Elisa Sordello, in coppia con Elisa Brocard nella team sprint. Ma soprattutto lo meriterebbero i giovani, che in questo modo verrebbero letteralmente tolti dalla strada per potersi allenare tutto l’anno in un centro professionale, degno della valanga arancio.

Giorgio Capodaglio

Ti potrebbero interessare anche: