Combinata | 03 dicembre 2021

Combinata Nordica - La maturità di Annika Sieff: "Nel fondo ho cercato di fare una gara attenta"

Combinata Nordica - La maturità di Annika Sieff: "Nel fondo ho cercato di fare una gara attenta"

Era molto attesa alla vigilia, in virtù delle ottime cose da lei mostrate in queste ultime stagioni e le sue grandi doti dal trampolino. Annika Sieff non ha tradito le attese, regalando immediatamente all’Italia il primo storico podio femminile nella Coppa del Mondo di combinata nordica, addirittura primo dell’Italia in stagione in tutte le discipline sugli sci.

Da Lillehammer, contattata telefonicamente dalla redazione di Fondo Italia, la trentina delle Fiamme Oro ha espresso la propria soddisfazione per il bellissimo risultato odierno. «Sono veramente contenta di essere arrivata sul podio – ha affermato la giovane azzurra – essere la prima italiana ad averlo fatto è un onore. Sono felice anche di aver regalato questa soddisfazione alla mia famiglia che mi è sempre stata vicino, allo staff tecnico azzurro e alle Fiamme Oro che hanno creduto in me. Domani cercherò di fare ancora meglio, saltare come so e vedremo cosa accadrà».

La sensazione è che nell’incoscienza e spensieratezza dei suoi diciotto anni, nemmeno si renda effettivamente conto dell’importanza del risultato ottenuto, sembra quasi tutto naturale come il gesto tecnico del suo salto. L’azzurra ha quindi descritto la sua gara, dandoci l’impressione di ritenere di avere margini sia nel salto che sugli sci, ma anche di grande intelligenza tattica: «Questa mattina sul trampolino è andata bene, ma rispetto al PCR di ieri o ai salti di allenamento, avrei potuto anche fare qualcosa di più. Sono però contenta del mio salto, perché insieme alle due norvegesi ho preso subito un bel margine rispetto alle altre. Per quanto riguarda la fase di sci di fondo, sapevo che Gyda (Westvold Hansen) avrebbe preso me e successivamente Mari. Non ho però pensato di seguirla, in quanto la mia gara era un’altra, dovevo controllare che le atlete alle mie spalle non mi riprendessero. Il vantaggio era piuttosto confortante, ma dovevo stare attenta a non correre rischi, quindi ho preferito gestire al meglio la gara, senza andare ad attaccare la testa, anche perché Gyda sapevo già che avrebbe fatto questa gara».

Giorgio Capodaglio

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