Biathlon | 05 dicembre 2021

Biathlon - Francia dominante nella staffetta femminile, Italia ottima sesta con rammarico

Anais Chevalier nella foto di Christian Manzoni / IBU

Anais Chevalier nella foto di Christian Manzoni / IBU

La Francia di Anais Bescond, Anais Chevalier, Julia Simon e Justine Braisaz è dominante nell'ultimo atto femminile della duplice tappa di Östersund. Il quartetto transalpino ha fatto la voce grossa in ogni ambito, utilizzando solo quattro ricariche per rompere l'equilibrio tra la fine della seconda frazione e l'inizio della terza, quando Anais Chevalier ha regalato qualche metro di margine a Julia Simon, pronta ad allungare immediatamente nei confronti della bielorussa Elena Kruchinkina. Proprio la Bielorussia (Kryuko, Alimbekova, Kruchinkina, Sola) è stata l'unica rivale credibile della Francia per l'intera gara, complici i suicidi di molte nazionali top, Italia compresa con il giro di penalità colto da Dorothea Wierer nella sessione di tiro in piedi.

Per le bielorusse non c'è stato però nulla da fare quando le francesi hanno cambiato passo: non è restato che controllare la situazione, concedendo il meno possibile al tiro (6 ricariche) e mantenere contatto con la piazza d'onore, certificato sul traguardo dai 57"9 di ritardo da una Braisaz che si è concessa ampi festeggiamenti dopo un eccellente poligono finale.

Per l'ultimo gradino del podio è stato duello fino all'ultimo metro tra due deluse di giornata, Svezia e Norvegia, attardate dagli errori al tiro di Brorsson (2 giri) ed Eckhoff (1 giro), tradite a loro volta dal poligono fatale per Wierer. La successiva rimonta è stata lanciata dalle sorelle Öberg da una parte (Elvira ancora insostenibile sugli sci, tre ricariche per entrambe), da Tandrevold e Røiseland dall'altra: il gioco del podio si è risolto proprio sul rettilineo finale, dove Öberg ha saputo sfruttare al meglio i materiali per soffiare sulla fotocellula la terza piazza ad una Norvegia rimasta così ai piedi del podio. Quinto posto per la Germania (nonostante le sole 4 ricariche utilizzate) seguita da un'Italia che si concede il lusso di salutare con rammarico un sesto posto alla vigilia inatteso.

Il rammarico, manco a dirlo, è tutto in quel difficile poligono di Dorothea Wierer, dopo il solito perfetto lancio di Lisa Vittozzi: la sappadina ha sempre gestito la situazione in prima frazione con l'utilizzo di un paio di ricariche. Il poligono in piedi ha detto male alla finanziera altoatesina, presentatasi al cambio settima con 1'26 dalla Francia. A quel punto però sono salite in scena le giovani Samuela Comola e Michela Carrara, autrici delle rispettive migliori prove stagionali per chiudere al sesto posto. Comola si è messa in evidenza con un duplice zero al poligono che le ha permesso di mantenersi in linea, mentre Carrara in ultima frazione ha concesso il giusto al tiro (4 ricariche) riuscendo però a destreggiarsi al meglio in pista, con tanto di duplice sorpasso ai danni di Repubblica Ceca e Russia nel giro finale, chiudendo a 2'58 dalle leader.

Davvero pregevoli risposte dunque dalle ultime due frazioniste azzurre: con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma per quello che hanno espresso sarebbe stato interessante averle potute "saggiare" in un contesto di gara più elettrizzante. Ma sicuramente ci sarà modo di farlo nel proseguo dell'inverno.

 

La classifica finale

 

 

Luca Perenzoni

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