Sci di fondo | 22 dicembre 2021, 18:01

Sci di Fondo - L'esordiente Chiocchetti verso il Tour de Ski: "In Coppa del Mondo senza pressioni per imparare qualcosa di nuovo"

Foto CO Vuokatti

Foto CO Vuokatti

L’altezza è da giocatore di basket oppure volley, due metri precisi. Ma quelle lunghe leve Alessandro Chiocchetti riesce ad utilizzarle al meglio nello sci di fondo, sfruttandole soprattutto in tecnica classica. Il biondo trentino della Val di Fassa, cresciuto nell’U.S. Monti Pallidi, è riuscito a catturare l’attenzione all’inizio di questa stagione, nonostante sia senior soltanto da pochi mesi, ottenendo risultati di rilievo in Italia e in OPA Cup sino a meritarsi l’esordio in Coppa del Mondo, che arriverà addirittura nell’evento più importante della stagione della Coppa del Mondo di sci di fondo, il Tour de Ski.

Il finanziere trentino, classe 2001, solo pochi giorni fa ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana dopo l’arruolamento nelle Fiamme Gialle, e fa parte della particolare nazionale giovanile di Luciano Cardini, che comprende atleti già senior del 2001 insieme a juniores che vanno dal 2002 al 2004. A una settimana dal suo esordio del 28 dicembre a Lenzerheide, Chiocchetti ha descritto le proprie emozioni a Fondo Italia, dando l’idea di un ragazzo con i piedi ben saldi a terra.

Ciao Alessandro. Come hai reagito alla notizia della convocazione per il Tour de Ski?
«È stata una notizia incredibile e inaspettata. Anche se ero consapevole di aver fatto delle belle gare, non pensavo che mi avrebbero selezionato addirittura per il Tour de Ski. Sono contento, anzi contentissimo, di fare un po’ di esperienza, perché so che in Coppa del Mondo vanno ad alta velocità».

Farai il tuo esordio nella sprint, poi arriverà la tua 15 km in classico, che sarà però di livello altissimo, dal momento che molti big si giocheranno il pass olimpico.
«Quest’anno sarà un inizio di Tour de Ski un po’ particolare, in quanto i migliori della Coppa del Mondo devono qualificarsi alle Olimpiadi. Ovviamente, per le mie caratteristiche tecniche, punto molto su quella gara (15 km in classico, ndr), farò del mio meglio. Sono consapevole che per me sarà difficile, in quanto sono al primo anno da senior. Per questo motivo parto senza grandi aspettative, ma con l’obiettivo di fare tanta esperienza. Ecco perché non sento affatto pressione, anche se poi magari mi arriva tutto di colpo il giorno prima».  

Cosa provi nell’immaginarti in pista con campioni del calibro di Bolshunov, Klæbo e tanti altri?
«Sinceramente non so dirtelo adesso, lo farò al termine del Tour. Certo mi troverò a gareggiare con fondisti che fin qui avevo visto solo in tv o dal vivo proprio a Tesero in occasione del Tour de Ski. Per me sarà tutto nuovo e cercherò di imparare il più possibile. Da noi si dice “rubare il mestiere”, quando vai a imparare qualcosa. Ecco, io spero di essere bravo a imparare e portare a casa qualcosa di nuovo per il futuro».

Molto spesso i giovani soffrono il salto alla categoria senior, tu invece sembri non averne risentito, anzi sei cresciuto. Sei sorpreso? Qual è il segreto?
«Credo sia tutto nel fatto che noi giovani del 2001 siamo rimasti con la squadra juniores, diventata ora “giovani”. Ciò ci ha permesso di avere continuità con l’allenatore (Cardini, ndr) e il programma. Questa decisione mi è piaciuta tanto, vedo che ci stanno accompagnando in questo passaggio di categoria. Anche i tecnici sanno che non è facile, così hanno deciso in questo modo di tenerci tranquilli, senza fare immediatamente il grande salto. Ciò sta dando i suoi frutti, ci siamo allenati bene e io mi trovo molto bene con lo staff tecnico e tutta la squadra. Parlando con Luciano (Cardini, ndr) volevamo provare a partire bene ed entrare in forma subito. Ci siamo riusciti e ciò mi ha reso contento».

Punti ad arrivare fino alla fine del Tour per avere l’occasione di gareggiare sulla pista di casa?
«Ammetto che sarebbe bellissimo arrivare fino in fondo. Ovviamente al momento non posso dirlo, so che il Tour de Ski è durissimo, figuriamoci per un esordiente come me. Al momento posso solo dire che sono felice di iniziare, poi vediamo quello che succede nel corso delle gare e valuteremo. Sono già contentissimo e carico per questa prima convocazione. Inizio a concentrarmi sulla 15 km in classico di Lenzerheide, dove voglio fare bene, poi vedremo».

A cosa hai pensato quando hai ricevuto la notizia della convocazione?
«Ho subito pensato al lavoro fatto quest’anno con la squadra giovani. Sono veramente contento di allenarmi con questi compagni e questi tecnici. So che abbiamo lavorato bene per tutta la preparazione e sono contento anche per loro. Ringrazio tutti. Oltre alla squadra nazionale, ringrazio anche le Fiamme Gialle che mi hanno dato fiducia, permettendomi di arrivare fin qui. Infine la mia famiglia, che mi è sempre stata vicino».

C’è un atleta in particolare che sei curioso di vedere dal vivo?
«No, dico la verità, sono contento di vedere tutti. Sono proprio curioso di scoprire quanto vanno e confrontarmi con i top della classe».

G.C.

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