Biathlon | 13 gennaio 2022

L'IBU e i controlli sul fluoro: due team multati e Swix è costretta a ritirare dei prodotti contenenti il vietato PFOA!

L'IBU e i controlli sul fluoro: due team multati e Swix è costretta a ritirare dei prodotti contenenti il vietato PFOA!

Da questa stagione i prodotti contenenti fluorocarburi C8 / PFOA sono assolutamente vietati negli eventi della Coppa del Mondo, sia nelle competizioni della FIS che in quelle dell’IBU, in linea con il regolamento UE 2019/1021 (Regolamento POP) e il Regolamento CE 1907/2006 (Regolamento REACH), che regola la manipolazione delle scioline da sci al fluoro.

Il regolamento UE stabilisce che è vietato produrre o vendere prodotti PFOA. Le scioline da sci al fluoro con fluorocarburi contenenti PFOA rientrano in questo divieto, al contrario di quelle C6, a catena più corta, o altre, che possono essere regolarmente vendute.

Ovviamente i prodotti con PFOA hanno un rendimento migliore in quanto a velocità e qualcuno avrebbe quindi potuto barare, anche se i prodotti nuovi sono molto competitivi e spesso altrettanto veloci. Probabilmente molti potrebbero essere portati ad utilizzarli più per non buttare prodotti già acquistati che per le prestazioni in sé. L’IBU ha effettuato diversi controlli nelle ultime tappe della Coppa del Mondo di biathlon, per assicurarsi che nessuno utilizzasse ancora i fluorocarburi C8 contenenti PFOA. Invece, si è scoperto che due squadre facevano ancora uso di questi prodotti. Moldavia e Lituania sono state multate dall’IBU per aver violato le normative sul fluoro, avvertendo le due nazionali che in caso di nuove violazioni, la pena sarebbe più severa.

Felix Bitterling, direttore sportivo dell’IBU, ha spiegato a NRK che l’IBU al momento può testare i prodotti trovati all’interno della cabina del team, ma non possono ancora dimostrare se i prodotti siano stati o meno utilizzati, in quanto sta ancora lavorando allo sviluppo del dispositivo di prova per rilevare eventuale presenza di fluoro sugli sci, dal momento che il prossimo anno vi sarà un divieto quasi totale.

Bitterling ha anche spiegato che l’IBU ha speso già circa 70.000 euro per i test sul fluoro ed è soddisfatto anche per il comportamento delle squadre. «Pensavamo che ci sarebbero state più squadre che avrebbero cercato di imbrogliare, quindi è stata una sorpresa positiva. Quello che non ci aspettavamo era di trovare più prodotti dai fornitori, che non fossero puliti anche se avevano l’etichetta UE. È stato un po’ sorprendente».

Già, perché nel corso dei controlli l’IBU è entrata anche nelle cabine delle aziende fornitrici, testando i materiali che vengono poi venduti alle squadre. Si è scoperto che una delle ditte più importanti, la Swix, aveva un prodotto illegale secondo le normative vigenti, nonostante avesse l’etichetta UE. Immediatamente l’azienda ha contattato i propri clienti, ai quali aveva già venduto tali prodotti, per informarli dell’accaduto e ritirarli, tanto che i suoi rappresentanti giravano cabina per cabina ad avvertire le squadre di quanto accaduto.

«È molto fastidioso e abbiamo ritirato immediatamente il prodotto, non appena siamo stati informati dall’IBU – ha affermato Christian Gløgård a NRK – hanno testato diversi nostri prodotti e questo era l’unico che non rispettava le normative. Si trattava di un prodotto del 2019 della polvere RCP Cold, che deve essersi contaminata con il fluoro a catena C8». Prodotti di questo tipo, come abbiamo scritto a inizio articolo, sono illegali da vendere in Europa, oltre che vietati nelle competizioni. Swix ha ritirato anche due tipi di polvere, RCP Zero e RCP Warm, sebbene avessero valori legali.

Il responsabile dei materiali della nazionale norvegese, Espen Mikkelsen, ha sottolineato di aver dovuto restituire tutti i prodotti Swix in possesso della squadra norvegese, tanto da andare ora alle Olimpiadi senza alcun prodotto dell’azienda.

Da quanto raccolto da Fondo Italia, Swix non sarebbe stata l’unica ditta fornitrice ad aver dovuto ritirare alcuni suoi prodotti. Negli ultimi giorni anche nello sci di fondo è esplosa la polemica, dal momento che qualcuno è stato scoperto a utilizzare prodotti C8 con PFOA in occasione della Scandinavian Cup di Falun. Nelle prime tappe della Coppa del Mondo FIS non ha effettuato alcun controllo, ma a Oberstdorf alcuni controlli sono stati effettuati direttamente dalle autorità tedesche.

Giorgio Capodaglio

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