Sci di fondo | 13 gennaio 2022

Sci di Fondo - Renato Pasini sulla squadra femminile: "Al lavoro con umiltà, consapevoli che il percorso è ancora lungo"

Foto Newspower

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Mentre un gruppo di atlete della nazionale azzurra di sci di fondo femminile è a Misurina per un raduno in preparazione delle Olimpiadi di Pechino, Renato Pasini, allenatore delle squadre femminili A e Milano-Cortina 2026, ha fatto il punto della situazione sulle atlete da lui allenate.

A freddo, tornando sul Tour de Ski, l’allenatore azzurro è soddisfatto di ciò che ha visto nelle sei competizioni che si sono disputate tra Lenzerheide, Oberstdorf e Val di Fiemme. «Sicuramente il nostro è un bilancio positivo per quelle che erano le nostre aspettative iniziali e i nostri obiettivi – ha affermato Pasini a Fondo Italiaperché Caterina Ganz ha disputato complessivamente un buon Tour, così come Greta che ha anche sfiorato la finale nella sprint di Oberstdorf. Con lei era già stato stabilito fin dall’inizio che si sarebbe fermata dopo la tappa tedesca. Per quanto riguarda le altre, sono contento della prova di Anna Comarella nella mass start della Val di Fiemme. Dopo un periodo difficile, a causa dei problemi avuti a fine estate, Anna sta dando segnali di crescita. In generale, pensando anche alle altre, questo Tour de Ski su sei tappe è stato proprio ciò che serviva nella stagione olimpica, perché ha aiutato a entrare in condizione senza appesantire troppo le gambe».

La squadra femminile è sempre sotto la lente d’ingrandimento da diversi anni, pesa questo decennio senza podi in Coppa del Mondo. Non è nemmeno giusto che sia l'attuale gruppo di atlete a portare il peso di questo e Pasini è convinto che la strada per ritrovare risultati di altissimo profilo sia solo una: «Noi continuiamo a lavorare con umiltà, perché c’è ancora un lungo percorso da fare. Sono convinto che abbiamo delle giovani promettenti. Purtroppo, come in tutte le squadre, anche noi abbiamo avuto varie difficoltà e problematiche, tra le quali quella di Francesca Franchi, atleta su cui puntavamo e puntiamo ancora oggi. Lei ha già iniziato a seguire il suo percorso di recupero e tornerà più forte di prima. Tutto lo staff della nazionale le è vicino, anche il suo corpo sportivo delle Fiamme Gialle, lavoriamo per riportarla dove dovrebbe essere. Al di là del nostro gruppo, vedo delle belle realtà anche tra le juniores, che seguiamo con tanta attenzione, stando a stretto contatto con lo staff della nazionale giovanile. Si lavora in sinergia per costruire un futuro, partendo da questi piccoli step che stiamo facendo all’alto livello e con la consapevolezza di avere un settore giovanile della nazionale che, grazie anche al lavoro di comitati e sci club, continua a portarci atlete. Noi vogliamo accompagnarle nel loro cammino di crescita, senza mai dimenticare che le vere protagoniste devono essere loro, le atlete, noi siamo solo qui per aiutarle».

Dietro l’angolo c’è però l’appuntamento olimpico di Pechino. In questi giorni a Misurina sono già presenti sei atlete (Laurent, Ganz, Comarella, Pittin, Scardoni e Di Centa, ndr) che faranno parte della spedizione azzurra (le convocazioni ufficiali non sono state ancora comunicate), mentre si valuterà se ci sarà una settima dopo il week end di Padola, visto che l'Italia ha sette posti per i Giochi Olimpici. «Ora stiamo scegliendo le ragazze per le Olimpiadi. Cercheremo di dare la possibilità di partecipare a chi lo ha meritato. Ovviamente, come su indicazione del presidente, avremo un occhio di riguardo per le più giovani che hanno bisogno di fare esperienza, ma anche le più mature avranno le loro possibilità, dimostrando di essere a un certo livello per partecipare a questo evento».

Chi è già certa della qualificazione è Greta Laurent, che ha trovato una fantastica continuità in questa stagione, raggiungendo spesso la semifinale ed entrando già due volte nella top ten nelle sprint. Pasini ha apprezzato fin dall’inizio l’atteggiamento della valdostana delle Fiamme Gialle, che si è inserita in un gruppo di giovanissime: «Greta ha fatto dei grandi sacrifici, si è messa a disposizione della squadra con grande umiltà, è tornata alla base allenandosi con un gruppo giovane. Non era certo facile per lei dopo anni di alto livello e gestione in squadra. Ha fatto un grande sforzo, ma ne sta raccogliendo i frutti come merita. Sinceramente noi non abbiamo stravolto la sua preparazione, ma è stata lei a credere forse di più in certi allenamenti con impegno e tanta umiltà. In passato poi ha avuto anche problematiche di infortuni, ma non dobbiamo dimenticare che in ogni caso ha sempre ottenuto dei buonissimi risultati con tante top venti. A quel livello basta poco per ottenere maggiore consapevolezza. Ora, uno step per volta, lavoriamo per riuscire a salire un ulteriore gradino, che è quello della finale, nella quale, una volta raggiunta, può sempre accadere di tutto. Comunque non sono sorpreso dai suoi progressi, perché una atleta può evolversi e migliorare anche a trent’anni. Poi lei ha capito che è importante focalizzarsi sul presente, pensare soltanto a questa stagione senza distrarsi ragionando su come gestirsi in futuro o su quanto fatto in passato».

Nel concludere, Pasini ha voluto però ribadire nuovamente l’importanza del concetto di squadra. «Mi sento fortunato perché la Federazione mi ha messo a disposizione uno staff con cui collaboriamo per aiutare queste ragazze. Noi, ognuno con le proprie competenze, cerchiamo di trasmettere le nostre idee alle atlete e notiamo che nei piccoli step fatti si vede già qualche cambiamento di mentalità che siamo convinti porterà a risultati in futuro. Ma le prime da ringraziare sono sempre loro, le atlete, che lavorano, si impegnano e cercano con le unghie e con i denti di conquistare ogni singolo step. Noi ovviamente cerchiamo di metterle nelle condizioni migliori per agevolarle. In questo senso vanno ringraziati anche gli skiman che in stagioni difficili e con tante incertezze, visti anche i vari divieti sul fluoro, stanno facendo grandi sforzi lavorando sotto stress per stare al passo col cambiamento. Magari noi non abbiamo i mega camion di altre nazioni, ma ci mettiamo il cuore, dalle atlete a tutto lo staff».

Giorgio Capodaglio

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