Gli atleti che prenderanno parte alle Olimpiadi di Pechino 2022 sono avvisati: qualsiasi comportamento che vìoli lo spirito dei Giochi o le regole del Paese ospitante (Cina) sarà oggetto di punizione.
Come riportato dal quotidiano inglese The Guardian, a dichiararlo ai giornalisti è stato Yang Shu, vicedirettore generale del dipartimento relazioni internazionali della kermesse a cinque cerchi, specificando che tra le sanzioni possibili vi è anche la cancellazione dell’accreditamento e, dunque, l’esclusione dalla manifestazione.
Contestualmente, il Comitato olimpico internazionale (CIO) ha chiarito che i partecipanti sono liberi di esprimere le loro opinioni su qualsiasi argomento nelle conferenze stampa e durante le interviste, purché questo non avvenga nel corso della competizione o delle cerimonie di consegna delle medaglie.
Le affermazioni di Yang seguono quanto accaduto martedì, quando è stato detto agli atleti in viaggio per le Olimpiadi di Pechino dai relatori di un seminario ospitato da Human Rights Watch di non parlare di questioni legate ai diritti umani mentre si trovano in landa asiatica "per la loro sicurezza".
Non è un mistero, infatti, che i gruppi per i diritti umani abbiano a lungo criticato il CIO per aver assegnato i Giochi alla Cina, facendo ripetutamente menzione del trattamento riservato agli Uiguri nello Xinjiang e di altri gruppi minoritari musulmani, con gli Stati Uniti d’America che non hanno esitato a ricorrere al termine "genocidio". Diverse nazioni, tra cui gli stessi USA, la Gran Bretagna, il Giappone e l’Australia, hanno annunciato il boicottaggio diplomatico dei Giochi proprio in virtù delle preoccupazioni connesse alla tematica del rispetto dei diritti umani in Cina.
Olimpiadi Pechino 2022, gli organizzatori: “Atleti puniti se violeranno spirito olimpico o regole cinesi”
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