È probabilmente invidiato da tanti allenatori, ma dall’altra parte non lo aspettano tre settimane facili. L’allenatore della squadra svedese, Johannes Lukas, e i suoi colleghi hanno portato alle Olimpiadi di Pechino sei atlete, ma in ogni competizione potranno prendere il via soltanto in quattro. Scelte non facili da fare, quando hai in squadra Elvira Öberg, Hanna Öberg, Mona Brorsson, Linn Persson, Anna Magnusson e Stina Nilsson. Tutte nelle prime trentasei posizioni della classifica generale, nonostante che, a parte Brorsson, le altre hanno anche saltato per intero la tappa di Anterselva.
All’Expressen, Lukas ha fatto il punto della situazione, consapevole di non essere atteso da scelte facili: «Abbiamo già un’idea di base con alcune ragazze che faranno più gare, ma gli ultimi posti li decideremo sul posto due o tre giorni prima delle gare. Questo perché ci sono molte cose che possono accadere lungo il percorso». «C’è una tale competizione nella squadra che se vieni selezionato e autorizzato a gareggiare, sai che hai la possibilità di ottenere buoni piazzamenti» ha affermato Mona Brorsson.
Secondo Lukas l’ampiezza della squadra è un grande punto di forza e non teme che la competizione interna possa condizionare le cose in negativo: «È molto bello che ci sia una tale competizione – ha affermato – ma è importante gestirla all’interno della squadra. Dobbiamo continuare a essere una squadra, nella quale le atlete hanno il dovere di continuare a spingersi l’una con l’altra, essere una cosa unica e andare avanti insieme. Sarà importante evitare di iniziare a guardare troppo a quello che fanno le altre e pensare troppo alla competizione nella squadra. Sono assolutamente sicuro che sapremo gestire bene la situazione, tutti vogliono che vada bene. Sono molto tranquillo e credo di avere un problema di lusso».
Biathlon – L’invidiato mal di testa dell’allenatore della Svezia: chi scegliere per le gare di Pechino?
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