Ha perso gli ultimi due scontri diretti, a Ruka in classico e a Lillehammer in tecnica libera. Ha vinto gli ultimi due titoli iridati, nei binari di Seefeld ed a skating ad Oberstdorf: Therese Johaug è il soggetto, Frida Karlsson è l’antagonista.
La carta, decontestualizzata, sembra proporre per la 10km con partenza individuale in tecnica classica di domani (la partenza alle 8 italiane) un duello rusticano tra la trentatreenne di Oslo e la ventiduenne di Sollefteå, concedendo spazio nel pronostico ristretto per la russa Natalia Nepryaeva.
Ma contestualizzando il tutto alle indicazioni emerse dopo questi primi giochi olimpici, non si può non fare riferimento a quanto detto dallo skiathlon, letteralmente dominato da Johaug e con Karlsson di fatto tramortita ed uscita sfiancata sia sul fronte fisico che su quello morale.
La doppietta Sundling-Dahlqvist di ieri ha contribuito a rialzare il morale in casa Svezia, Klæbo ha dimostrato che un passaggio a vuoto può capitare senza compromettere le gare successive, Karlsson (ma anche Ebba Andersson) ha potuto godere di qualche giorno per adattarsi meglio al contesto di gara: tutti elementi da valutare, ma pare proprio che la favorita principale resti l’allegra Therese.
Che dopo aver agognato a lungo – una dozzina di anni – l’oro olimpico individuale, ora si potrebbe trovare di fronte alla possibilità di un’autentica scorpacciata, con il traguardo dei tre titoli distance davvero alla portata, per come la si è vista sabato.
Johaug in pole position, Karlsson merita se non altro per talento e per quanto fatto recentemente la seconda piazzola della prima linea. Poi dietro le già citate Nepryaeva ed Andersson, le finlandesi Kerttu Niskanen (vincitrice a Lenzerheide in stagione) e Krista Parmakoski (bronzo a skating nel 2018), la tedesca Katharina Hennig con un occhio sempre puntato su Tatiana Sorina, nel caso tornasse ai livelli della passata stagione.
Campionessa uscente, è Ragnhild Haga che a PyeongChang in tecnica libera si lasciò alle spalle Charlotte Kalla e la strana coppia Bjørgen/Parmakoski; migliore azzurra quattro anni fa fu Elisa Brocard, 29ima. Dopo la delusione dello skiathlon, domani si deve fare qualcosa in più: in gara Caterina Ganz ("è la mia gara preferita"), Anna Comarella, Lucia Scardoni e Martina Di Centa.
La starting list
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