Combinata | 23 giugno 2022, 12:25

Combinata Nordica, si aspetta la decisione del CIO; Pittin: "Pochi dubbi su quale sia la scelta da fare"

Foto di Gaia Panozzo

Foto di Gaia Panozzo

Sono giorni di grande attesa per la combinata nordica. Venerdì arriverà la risposta del CIO alla richiesta di inserimento delle competizioni femminili all'interno del programma olimpico a Milano-Cortina 2026. Se fino a qualche mese fa sembrava soltanto una formalità, in realtà nelle ultime settimane sono cresciuti dubbi e timori che possa arrivare una risposta negativa, che darebbe una brusca frenata a una disciplina in crescita, se si considera che la Coppa del Mondo femminile sarà ancora più ricca di eventi nella prossima stagione.

A fare paura, però, sono anche altre indiscrezioni e voci che si stanno rincorrendo negli ultimi giorni. Infatti, dal momento che oggi il CIO punta su una completa uguaglianza tra uomo e donna nello sport, la mancata apertura alle donne potrebbe portare la conseguenza dell'esclusione anche degli uomini, che metterebbe così fuori dai Giochi una disciplina storica.

Ovviamente dalla FIS e dalle varie federazioni nazionali è arrivata una forte levata di scudi in difesa della combinata nordica e in favore delle competizioni femminili. Atleti e dirigenti da Norvegia, Stati Uniti e Germania hanno espresso la propria opinione, chiedendo a gran voce rispetto per la combinata nordica.

Ad essi si è aggiunto anche Alessandro Pittin. L'unico atleta italiano ad aver vinto una medaglia olimpica nella storia della disciplina, infatti, ha parlato in difesa della sua disciplina, chiedendo di dare fiducia a tutto il movimento, compreso quello femminile, senza poi dimenticare che la combinata nordica è uno sport storico nel programma olimpico, presente già nella prima edizione, a Chamonix nel 1924. «Il fatto che senza donne anche il settore maschile era destinato a sparire dal programma olimpico è un problema emerso già alcuni anni fa - ha spiegato Pittin a Fondo Italia - infatti c’è stata una certa “corsa” a far partire il circuito femminile. Io penso che non ci siano dubbi sul fatto che oggi anche la combinata nordica meriti la presenza del settore femminile. Stiamo parlando di una delle prime discipline degli sport invernali ed è assurdo che si sia dovuto aspettare fino ai giorni nostri per aprire le porte alle donne. Chiaramente, ora ci vuole tempo per dare la possibilità anche al settore femminile di crescere e da un lato posso capire i timori del CIO sull’inserimento nel programma di gare di Milano-Cortina, però dall’altro lato non posso immaginare che esista ancora uno sport solo maschile e non posso nemmeno immaginare i Giochi Olimpici senza la combinata nordica, che ha fatto il suo debutto a cinque cerchi nel 1924 e da oltre 40 anni ha il suo circuito di Coppa del Mondo. Per me non c’è dubbio su quale debba essere la scelta da fare».

Una Olimpiade senza combinata nordica? Non riusciamo nemmeno a immaginarla, non solo per la sua tradizione, ma anche per le emozioni fortissime che ci ha regalato soltanto pochi mesi fa a Pechino.

Giorgio Capodaglio

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