La carta d’identità di Simon Eder recita 39 anni, ma quel ragazzo che nove giorni prima dei Giochi olimpici di Salt Lake City 2002 si laureava campione del mondo individuale IBU Junior 15 chilometri nel biathlon, centrando 19 bersagli su 20, non ne vuole proprio sapere di appendere sci e carabina al chiodo.
Da sedici stagioni consecutive Eder centra almeno un podio nella Coppa del Mondo IBU e, immancabilmente, anche nella prossima stagione vorrà tenere fede al proprio obiettivo e allungare la striscia positiva. Come ha raccontato ai microfoni di "Biathlon World", "io voglio davvero andare avanti e gareggiare in Coppa del Mondo. Mio padre l’ha fatto fino a 41 anni e se potesse lo farebbe anche oggi. Più mi avvicino alla fine della mia carriera, più ne capisco il valore. Voglio gareggiare e allenarmi ancora per uno o due anni".
Simon Eder si immagina anche un futuro nel biathlon, magari come allenatore o con un altro ruolo, però per l’immediato pensa ai prossimi traguardi da tagliare, concentrandosi sull’ingrediente principale: la salute, che, per sua stessa ammissione, "è la cosa più importante. Durante alcune stagioni sono stato malato e anche una piccola malattia può cambiare i risultati".
Quali sono oggi i ritmi di allenamento dell’austriaco? "Cerco di fare tra le 600 e le 700 ore e di allenarmi con molta qualità. Per me è più importante un allenamento di qualità che raggiungere quota 800 ore. È importante che dopo ogni blocco di allenamento si faccia una buona settimana di riposo e si sia pronti per le settimane di allenamento successive".
L’anno scorso sono arrivati alcuni buoni risultati, come ha sottolineato Simon Eder: "Prima di Pechino avevo detto a mia figlia che volevo arrivare tra i primi dieci. Dopo la staffetta (10°), lei mi ha detto: ‘Papà, ce l’hai fatta!’ e io non ho fatto altro che pensare a quanto fossimo lenti! Ma sono stato molto contento del 7° posto nella mass start; gli obiettivi devono essere realistici".
Ma quanto è complicato conciliare la vita familiare con lo sport? L’austriaco non ha dubbi: "La mia famiglia vede e sa quanto il biathlon significhi per me. A volte, dopo che mi sono allenato duramente, penso di non essere il miglior padre, in quanto non ho voglia di giocare, ma di riposare. La gestione del tempo è molto importante quando si ha una famiglia".
Il prossimo obiettivo di Simon Eder? "Un altro podio in una gara individuale prima di ritirarmi. È ancora possibile, ma devo sparare senza errori. Anche i primi 10 posti nelle competizioni individuali e i podi in staffetta sono obiettivi concreti".
Biathlon – Simon Eder: “Ho 39 anni, ma non mi ritiro! Sogno un altro podio individuale”
Photo Credits: Manzoni IBU
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