Biathlon | 10 agosto 2022, 18:05

Biathlon - Mirco Romanin: "Il precedente blocco da tre settimane ha funzionato; Vittozzi? Non ha fatto una preparazione specifica per il Mondiale Estivo"

Biathlon - Mirco Romanin: "Il precedente blocco da tre settimane ha funzionato; Vittozzi? Non ha fatto una preparazione specifica per il Mondiale Estivo"

Dopo il lungo raduno di tre settimane tra Bessans e Passo di Lavazè, la nazionale femminile di biathlon ha ripreso la sua preparazione con un campo di allenamento molto più breve, dalla durata di una settimana, sempre in quota, ad Anterselva. Dal 31 luglio al 7 agosto, nella località che ospiterà le competizioni olimpiche nel 2026, si è allenato il gruppo al completo, capitanato da Lisa Vittozzi, con Michela Carrara, Samuela Comola, Irene Lardschneider, Eleonora Fauner, Hannah Auchentaller, Rebecca Passler, Beatrice Trabucchi e Linda Zingerle.

A seguire le atlete, oltre all’allenatore responsabile Alex Inderst, anche i tecnici del tiro Jonne Kähkönen ed Edoardo Mezzaro, insieme all’allenatore dello sci di fondo, Mirco Romanin. Proprio con quest’ultimo, che ci ha gentilmente dedicato una parte del suo tempo durante questa settimana di meritato riposo, abbiamo fatto il punto della situazione sulla preparazione delle azzurre.

Buon pomeriggio Romanin. Come è andato il raduno di Anterselva? Cosa avete fatto?
«L’obiettivo primario di questo raduno, molto più breve rispetto al precedente, era svolgere tanto lavoro ad alta intensità. Le atlete hanno quindi eseguito tante intense sessioni di allenamento. Siamo partiti il lunedì con i test di Rovereto, per poi trasferirci ad Anterselva e fare due piccoli blocchi all’interno dei sei giorni, con diverti tipi di lavori sia combinati che non al tiro. Per cui abbiamo svolto tanti lavori di biathlon veri e propri, ma anche molti altri utilizzando in particolare la corsa, al di fuori del poligono, e sempre ad alta intensità».

Come ha già anticipato, venivate da un inedito raduno in quota di tre settimane. In che modo hanno reagito le atlete a quel lungo blocco di lavoro?
«Nella settimana hit di Anterselva, ho visto che le atlete hanno reagito bene alle tre settimane di allenamento in quota fatte tra luglio ed agosto. Secondo me quel lungo blocco ha portato dei benefici, come abbiamo anche riscontrato nei test di Rovereto. È stata una novità rispetto alle preparazioni passate, che sembra aver portato dei risultati positivi, come confermato anche dalle condizioni delle ragazze durante il raduno appena concluso. Per cui siamo soddisfatti di come sta procedendo la preparazione e delle scelte che abbiamo fatto».

Abbiamo visto che ci sono stati dei test con il Cerism, non solo a Rovereto ma anche sul campo nella stessa Anterselva.
«Da quest’anno, la nostra collaborazione con loro è ancora più proficua. Già al via della preparazione, abbiamo chiesto loro, come tecnici della direzione agonistica del biathlon, di avere un approccio diverso, cambiando anche i protocolli di alcuni test. In particolare abbiamo chiesto loro di venirci incontro anche sul campo, per capire quali siano i migliori lavori da far svolgere agli atleti per migliorare in quei particolari aspetti che sono più importanti in un determinato periodo della preparazione. Grazie al loro riferimento scientifico, è più semplice arrivare a capire quali siano i lavori giusti da fare. Ad Anterselva abbiamo avuto degli ottimi feedback da parte loro, sono stati come sempre molto professionali e ci hanno dato delle risposte scientifiche per capire meglio a cosa portano alcuni lavori che abbiamo voluto provare. Ci sarà tempo in futuro di continuare a lavorare su questa linea, per perfezionare sempre di più l’allenamento dei nostri atleti».

Come sta Lisa Vittozzi? Per lei è prevista una preparazione diversa, dal momento che parteciperà al Mondiale Estivo di Ruhpolding?
«In linea di massima Lisa sta bene, con qualche acciacco tipico del periodo di preparazione. Sta facendo un ottimo biathlon, per cui la sua condizione per Ruhpolding e per le gare di fine estate è buona. Ci tengo, però, a dire fin da subito che il nostro obiettivo non sono le competizioni estive, ma riuscire con lei e le compagne a trovare una bella continuità e un’ottima condizione in inverno. Il nostro resta uno sport invernale e sarà allora che bisognerà andare forte. Queste gare ci danno delle risposte utili a capire a che punto siamo rispetto agli altri, ma non vogliono dire assolutamente nulla sotto altri punti di vista, perché ogni nazione ha la propria marcia d’avvicinamento alla stagione invernale. Come sempre a fine estate è previsto un piccolo blocco di gare, quest’anno rappresentato per alcuni dal Mondiale di Ruhpolding, e per tutti dai Campionati Tedeschi della settimana successiva e gli Italiani in Val Martello, con l’obiettivo di chiudere il capitolo estivo prima di concentrarci sul lavoro autunnale che apre le porte all’inverno.
In ogni caso, Lisa non ha fatto fin qui nulla di specifico in vista del Mondiale, ma farà qualcosa di diverso solo nella sua imminenza, dal momento che avremo un raduno proprio in concomitanza con il Mondiale. Lei sarà con noi nei primi tre giorni, prima di andare a Ruhpolding, ma in quell’occasione svolgerà dei lavori leggermente diversi».


Parliamo del resto del gruppo, partendo dalle atlete più esperte.

«Devo dire che Comola ha fatto vedere, in particolare nel corso dell’ultimo raduno, delle belle cose. Questa atleta ha fatto un bello step in avanti, evidentemente la stagione di Coppa del Mondo le ha fatto molto bene. Anche Michela Carrara sta facendo abbastanza bene, ha da poco cambiato il calciolo per avere una stabilità maggiore, e sta lavorando per ritrovare la continuità sugli automatismi al tiro, in cui ha dimostrato una buona crescita rispetto allo scorso anno nella prima fase di preparazione.
Pure Eleonora Fauner si sta comportando bene, dandoci in diverse occasioni riscontri di buon livello. Irene Larschneider, invece, sta faticando giustamente un po’ di più, viene da un periodo molto difficile, dove è stata ferma molto per infortunio, quindi con lei stiamo lavorando cercando di darle maggior recupero durante i periodi più intensi. Rispetto a inizio preparazione ha comunque già dimostrato una crescita evidente».

Come sta procedendo la preparazione delle atlete nate dal 2000 in poi?
«Per quanto riguarda Beatrice Trabucchi, sta vivendo la sua prima preparazione da senior, e non è cambiata dai tempi della Junior, in quanto come sempre dimostra grande grinta in allenamento. Lavoro da fare ce n’è molto, ma lei ne è consapevole e si sta comportando in maniera corretta. Le Antholzertal girls (Rebecca Passler, Hannah Auchentaller e Linda Zingerle, ndr), come le chiamo sempre per scherzare un po' (ride, ndr) sono le tre più giovani della squadra, stanno vivendo sicuramente un esperienza importante: lavorare con atlete più esperte e forti è sempre stimolante. È fondamentale che loro cerchino di imparare in ogni allenamento la maggior parte delle cose possibili dalle più grandi. Più si alza il livello e più contano i particolari. Sicuramente per loro sarà importante partire con l’idea di presentarsi a ogni IBU Cup con l’idea di fare bene, e non gareggiare e basta, ma sono certo che sarà così e si presenteranno, magari a rotazione, anche nel circuito maggiore per fare tanta esperienza! Anche il Mondiale Junior è calendarizzato in un periodo dell’anno nel quale, se non dovessero essere presenti nel circuito maggiore, potrebbe utilizzarlo come obiettivo stagionale per quanto riguarda il raggiungimento del risultato».

Insomma, il lavoro davanti a voi è ancora tanto.
«Abbiamo voluto scommettere su questo progetto che, ripeto, in parte è a medio termine per le prossime Olimpiadi in casa, alle quali dobbiamo cercare di portare più ragazze possibili pronte all’evento, e a lungo termine per le più giovani, per le quali da Milano-Cortina in poi inizierà il vero percorso verso l’alto livello con costanza. Non dobbiamo avere fretta e bruciare le tappe, ma lavorare tantissimo e pensare al futuro con pazienza, sperando che negli anni vengano fuori quei risultati che il biathlon italiano ha ottenuto nelle ultime stagioni, contribuendo alla sua crescita nel nostro paese. Siamo qui per quello».

Giorgio Capodaglio

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