Non finisce l’avventura di Ole Einar Bjørndalen con la nazionale cinese di biathlon. Il recordman di medaglie olimpiche nel biathlon sembrava destinato a lasciare il suo posto alla guida della nazionale cinese, ma in realtà continuerà a collaborare con la federazione della nazione che ha appena ospitato le Olimpiadi Invernali.
Come dichiarato dallo stesso Bjørndalen in un’intervista a Bygdeposten, il vincitore di 8 ore olimpici e 20 mondiali è in trattativa con la Federazione Cinese per un ruolo diverso da quello di allenatore, ma dirigenziale da assistenze dei leader del biathlon cinese. «Ho ancora molto da insegnare e anche i cinesi hanno ancora molto da insegnarmi. È qualcosa di incredibilmente istruttivo essere coinvolti in questo progetto» ha dichiarato.
Bjørndalen è stato molto criticato nei mesi scorsi per questa sua collaborazione con la nazionale cinese, in particolare da alcune associazioni norvegesi per i diritti civili, in quanto la Cina utilizza spesso lo sport come propaganda. L’ex atleta si difende: «Ma io sostengo quello che ho fatto e non me ne pento. È lo sport a cui tengo. Naturalmente, in Cina non va tutto bene. Ma forse anche in Norvegia non va sempre tutto bene».
Soltanto lo scorso giugno, in un’intervista a VG, John Peder Egenæs di Amnesty Norway lo aveva criticato: «Se assumi un ruolo attivo quando gli stati totalitari utilizzano lo sport, allora devi essere consapevole della scelta che hai fatto. Il nostro compito è raccontare quanto sia drammatica la situazione dei diritti umani in Cina, così come la strategia adottata dalle autorità mettendo in ombra le violazioni dei diritti umani con fantastici eventi sportivi. Bjørndalen fa parte di un piano chiaro per rendere la Cina il più forte possibile».
Biathlon – Bjørndalen verso la conferma in Cina ma con ruolo dirigenziale; in Norvegia c’è chi lo critica
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