Un’esclusione difficile da accettare per un atleta che a ventisei anni ha appena conquistato la sua prima medaglia olimpica individuale, l’argento nella 50 km di Pechino (in realtà 28 km, ndr). Ivan Yakimushkin è amareggiato per una stagione nella quale è costretto, così come i suoi connazionali, a gareggiare solo in casa per l’esclusione della Russia dalle competizioni internazionali.
Il fondista russo si è lamentato per l’esclusione in un’intervista rilasciata a SVT: «Sì, penso di poter capire i motivi dell’esclusione, ma il problema è che la nostra idea e la vostra in Occidente sono molto diverse. Non posso essere d’accordo con la nostra esclusione, anche se tutto ciò che sta accadendo è ovviamente una grande tragedia».
Yakimushkin ha aggiunto: «Non è chiaro con quali criteri si determini quanto strettamente uno sport sia collegato allo stato e responsabile della sua politica. Perché non riesco a ricordare un solo precedente simile, anche se ci sono sempre conflitti tra diversi paesi del mondo? Non riesco a capire perché gli atleti in Bielorussia siano stati sospesi, anche se il loro paese non è direttamente coinvolto nel conflitto, quando probabilmente più della metà dei paesi europei vi sono coinvolti. Per me tutto è solo una dimostrazione di ipocrisia e discriminazione da parte di chi prende le decisioni. Lo sport deve essere unito, altrimenti Mondiali e Coppa del Mondo dovrebbero chiamarsi diversamente».
Sci di Fondo – Yakimushkin si lamenta: “La nostra esclusione è solo ipocrisia e discriminazione”
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