Sci di fondo | 21 settembre 2023, 19:00

Sci Nordico - Caso Norvegia: ripensare la Federazione potrebbe appianare i conflitti?

Sci Nordico - Caso Norvegia: ripensare la Federazione potrebbe appianare i conflitti?

Le lotte interne alle diverse squadre nazionali norvegesi hanno raggiunto proporzioni così grandi che potrebbero mettere alla prova l'intero sistema. Certo, la Federazione Norvegese di Sci (NSF) c'è già passata in altre occasioni ed è quasi fisiologico che all'interno di un ambiente con fronti interessi e personalità ingrombranti possano nascere dei conflitti.

Tuttavia la profondità e l'intensità delle crisi che lo sci norvegese sta affrontando in questo momento differiscono da qualsiasi altra cosa abbia vissuto prima. I problemi provengono da così tante direzioni - e sono così complessi - che i media norvegesi iniziano, partendo da VG, a porsi una domanda fondamentale: "una federazione sciistica unita è il modo ottimale per affrontare le sfide del futuro?"

La federazione norvegese ha avuto in passato conflitti con Northug e Kristoffersen, e negli ultimi tempi anche Marit Bjørgen e Therese Johaug hanno rivelato di precedenti controversie finanziarie. Ma finora, la NSF è riuscita a uscirne vittoriosa in qualche maniera, aiutata anche da una preziosa risorsa che è nelle proprie mani nella lotta contro gli atleti: controllando la Licenza internazionale della Federazione Internazionale Sci (FIS), necessaria per competere all'estero, la federazione è stata in gran parte in grado finora di “costringere” i grandi nomi a restare nei ranghi.

Ora però, nel momento in cui un gruppo di atleti sceglie di intraprendere una battaglia legale contro la propria federazione, forse è il momento, per i vertici, di riflettere attentamente.

Tra le altre cose, la questione riguarda chi ha la proprietà dei diritti di immagine e come il valore dovrebbe essere controllato e distribuito. In questo caso, il campione dello sci di fondo Johannes Høsflot Klæbo, che ha detto no alla squadra nazionale, ha fatto fronte comune con gli sciatori alpini. Rappresentati dall'avvocato sportivo Pål Kleven, attaccano la federazione, rifiutandosi di firmare un accordo con la nazionale prima della stagione. 

Il conflitto tra i diversi settori dell'organizzazione sembrerebbe ancora più radicato, in particolare tra il salto con gli sci e la direzione della NSF. La percezione economica della realtà è diversa per quanto riguarda chi effettivamente contribuisce a cosa.

Se si aggiungono poi il caso un caso di whistleblowing, le sfide climatiche e un deficit di milioni, non è difficile capire come la gestione sia finita per diventare terribilmente complessa. 

È quindi lecito chiedersi se davvero tanti rami, di natura così diversa, debbano necessariamente ancora confluire in un'unica organizzazione o se forse non sia arrivato il momento di ripensare ad una nuova Federazione che guardi al futuro, in cui le singole realtà abbiano più autonomia e in cui i manager centrali abbiano meno influenza sulle varie diramazioni, come già lo stesso Klaebo aveva suggerito in passato.

Federica Trozzi