Olimpiadi | 07 novembre 2023, 13:30

Olimpiadi Milano Cortina 2026 – Malagò passa la palla al governo sulla pista da bob: “Deve impegnarsi a rispettare date e fattibilità. Andare all’estero non sarebbe uno scandalo”

Olimpiadi Milano Cortina 2026 – Malagò passa la palla al governo sulla pista da bob: “Deve impegnarsi a rispettare date e fattibilità. Andare all’estero non sarebbe uno scandalo”

Prosegue inesorabile il conto alla rovescia verso Milano-Cortina 2026 e continuano però anche le vicende relative alla pista da bob, slittino e skeleton che ormai ha assoluto sempre i più i contorni di una soap opera, a cui ogni giorno si aggiunge una puntata.

Nonostante qualche giorno fa il Comitato Olimpico Internazionale abbia dato parere negativo nei confronti della ristrutturazione del budello di Cesana, i tentativi sul fronte italiano di mantenere le gare delle discipline del budello entro i confini nazionali non si fermano.  Non una posizione ufficiale, ma comunque un segnale di “ostilità” verso la proposta piemontese. A questo punto, è tutto nelle mani del governo italiano che ha trovato nel Presidente del CONI, Giovanni Malagò, la figura con il prestigio necessario a convincere il CIO della bontà della proposta italiana, a dispetto dei dubbi sollevati dal CIO.  

«Laddove si dimostrasse in un modo acclarato e ufficiale che, per la data per cui il CIO e le federazioni internazionali pretendono che la pista sia pronta» ha dichiarato Malagò alla Gazzetta dello Sport «ce ne fosse una in Italia che oggi esiste e potrebbe diventare 'working' a breve, allora sarei il primo a provare a sostenere questa candidatura. Serve però un pezzo di carta firmato dal governo italiano con il quale si impegna a rispettare date e fattibilità»

La partita non è solo politica, con le singole regioni che si arroccano ciascuna sulla propria istanza, ma anche economica: perché per riportare in attività lo Sliding Center protagonista delle Olimpiadi di Torino 2006, è necessario un investimento di 33.8 milioni di euro, una cifra che, in questo momento storico, allarma e non poco l’Esecutivo, impegnato in questo momento a definire la Legge di Bilancio, non senza difficoltà. Inoltre, dovesse partire il progetto, parte dei fondi olimpici destinati alla regione Veneto per la realizzazione dell’opera sarebbero trasferiti al Piemonte e il governatore del Veneto, Luca Zaia, intervenuto a margine dell’assemblea di Confindustria Belluno, ha dichiarato tutta la ferma opposizione a questa eventualità, auspicando che la fondazione Milano-Cortina possa trovare «una soluzione per la distribuzione delle gare per compensare l’assenza di bob, skeleton e slittino a Cortina».

E poi c’è la questione tempistiche, che era già stata citata anche dalla nota del CIO: qualsiasi sia la soluzione finale, essa dovrà essere pronta e totalmente attiva entro e non oltre il marzo 2025, data di scadenza per le gare pre-olimpiche che tradizionalmente rappresentano un test per i siti di gara olimpici in vista dell’appuntamento dell’anno successivo. Non ci sono possono essere, da questo punto di vista, deroghe o ritardi ulteriori; ecco perché Malagò invita a non vedere l’alternativa estera come uno scandalo o una sconfitta, soprattutto alla luce delle nuove direttive del CIO in termini di fattibilità, sostenibilità ed eredità per il territorio e lo sport: «Si va verso un’epoca in cui le nuove candidature, anche su altre discipline sportive, terranno conto di non stare più soltanto in un Paese»

Federica Trozzi

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