Talvolta, in Coppa del mondo, capita di dire, scherzosamente, che si è assistito ad una gara di Coppa di Norvegia, con gli atleti scandinavi davanti a tutti nell’ordine d’arrivo. Alla vigilia della tappa inaugurale di Östersund, con il ban del fluoro ormai in piena attività, questa battuta si è trasformata in una reale preoccupazione che non accenna a scemare, nemmeno in Norvegia dove i commentatori e gli esperti, anziché gioie nella prospettiva di una stagione da dominatori, temono una competizione impari, la cui unica conseguenza sia la distruzione di uno sport amatissimo dal pubblico.
«È un lavoro impegnativo e le grandi nazioni sono estremamente avvantaggiate» ha dichiarato Ole Einar Bjørndalen a VG, preoccupato dal grande divario tra gli atleti norvegesi e quelli stranieri visto a Sjusjøen «È stata una situazione orribile quella che abbiamo visto lì. La Germania era in totale confusione. L’Italia non aveva alcuna possibilità. Erano due delle nazioni più forti presenti e non avevano alcun prodotto che funzionasse. Sono molto preoccupato che il divieto del fluoro possa contribuire a distruggere questo sport.»
La domanda sorge, inevitabilmente, spontanea: casa si può fare di diverso nel breve termine per provare a ridurre il gap?
«Devono trovare prodotti che funzionino. Testare, testare, testare. Lavorare, lavorare, lavorare. 24 ore su 24.»
La preoccupazione dell’ex campione norvegese è condivisa anche da Tiril Eckhoff, ora collega di Bjørndalen a TV 2. «Sono d’accordo. Può contribuire a distruggere lo sport» dice la 33enne a VG «la Norvegia rischia di diventare dominante nel biathlon come nello sci di fondo.»
Eckhoff ritiene che Tobias Dahl Fenre e il suo team siano la “causa” principale per cui la Norvegia sembra attualmente avere un vantaggio "estremo" in pista, grazie al loro incredibile lavoro sui materiali.
«Immagino che la concorrenza sia nel caos in questo momento, nel senso che saranno completamente stressati. Non riesco nemmeno a immaginare che il service team norvegese possa cedere i segreti della lubrificazione agli stranieri. Non è stato mai mai fatto» ha commentato Eckhoff, che spera che gli stranieri, possano dara qualche segnale positivo in Svezia questo fine settimana, in particolare la squadra francese che non ha gareggiato a Sjusjøen due settimane fa.
Comunque, sia sul fronte italiano che su quello tedesco, nonostante qualche perplessità dovuta all’evidente gap, in particolare nella Mass Start maschile dell’opening norvegese, c’è la speranza che in altre condizioni metereologiche, e in un contesto di gare maggiormente “neutrale”, il divario sia inferiore se non addirittura completamente assente.
Biathlon – Il divieto del fluoro continua a preoccupare Bjørndalen: “Potrebbe distruggere lo sport”
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