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Biathlon | 29 novembre 2023, 20:40

Biathlon - Kähkönen mantiene la calma dopo la staffetta: "Come successo lo scorso anno, analizziamo l'accaduto e andiamo avanti; Vittozzi? Non sono preoccupato, agiremo con intelligenza"

Foto credit: Dmytro Yevenko

Foto credit: Dmytro Yevenko

ÖSTERSUND - Non è il tipo che si presenta a parlare con i media soltanto quando le cose vanno bene, ma Jonne Kähkönen è pronto anche a incontrare i media per spiegare le difficoltà avute dalla squadra, in una giornata storta, come accaduto alla staffetta femminile nella giornata odierna. Un ottavo posto arrivato senza Lisa Vittozzi, fermata da un forte raffreddore, in una giornata freddissima e condizioni difficili per tutte, che non rispecchia comunque il valore della squadra schierata.

«Questo è il biathlon – dice a Fondo Italia appena ci raggiunge all’interno della mixed zone – come dico sempre alle atlete, “che vada bene o male, pensa a quanto successo, analizzalo per bene e successivamente lasciatelo alle spalle”».

Una giornata negativa non basta certo a far perdere all’allenatore finlandese le tante certezze che arrivano da un anno di lavoro molto positivo: «È dura dire cosa è accaduto – spiega – ancora non ho avuto modo di parlare in maniera approfondita con tutte le ragazze. Non era la nostra giornata, qualcosa che a volte può accadere. Credo sia più o meno simile a quanto successo lo scorso anno a Kontiolahti, quando la nostra prima staffetta non fu molto positiva, ma come si è visto oggi, anche tante grandi squadre hanno avuto problemi».

Il riferimento è alla staffetta che chiuse al nono posto, allora senza Dorothea Wierer ma con Lisa Vittozzi, mentre Carrara era al posto di Auchentaller. Kähkönen motiva quanto accaduto: «Penso sia successo ciò che dicevamo insieme agli altri allenatori prima della gara: “Quella odierna è un’opportunità, ma attenzione, perché non è facile essere subito in modalità da gara, soprattutto nelle staffette, quando tutte le atlete sono lì insieme».

L’allenatore finlandese ha parlato anche di Dorothea Wierer, che in estate non si è allenata insieme al suo gruppo: «Se mi chiedi una percentuale sul suo stato di forma, non posso risponderti. Purtroppo si è ammalata poco prima della partenza della stagione e a volte ci vuole un po’ di tempo per tornare in condizione. Non conosco così bene tutto il suo storico, ma la mia sensazione è che andrà sempre meglio nel corso della prossime gare».

Alla soddisfazione per la bella gara di Rebecca Passler ha fatto da contraltare la giornata molto negativa di Samuela Comola, forse la peggiore che la forte biatleta valdostana ha vissuto da due anni a questa parte. Kähkönen rassicura la sua atleta e le dà dei saggi consigli: «Sammy (Comola, ndr) ha avuto una giornata negativa, non ha sparato alla sua maniera, come le vedo fare ogni giorno in allenamento. Come tutte le atlete, anche lei ogni tanto ha una giornata negativa in allenamento. Purtroppo oggi è successo in gara, che è un peccato ma a volte può accadere. Come detto all’inizio, bisogna solo analizzare quanto accaduto e andare avanti».

L’allenatore azzurro aggiunge, parlando delle difficoltà che si possono trovare ad Östersund: «Questa pista non è facile, la neve poi era lenta e tutte queste cose insieme, sommate al meteo, hanno reso più complicato anche il tiro. In questi casi, se non sei al meglio fisicamente o mentalmente può diventare veramente molto complicato. Lo abbiamo visto anche con Francia e Svezia, due grandi squadre che hanno avuto i loro problemi durante la gara. Guardate cosa è successo anche a una campionessa come Hanna Öberg».  

Inevitabile, poi, chiedergli se sia preoccupato per le condizioni di Vittozzi, costretta a saltare la staffetta perché ammalata. Come sempre, Kähkönen sfoggia una grande tranquillità: «Volevamo essere certi che, gareggiando oggi, Lisa non desse al fisico un ulteriore stress. Meglio concedere al suo corpo due o tre giorni tranquilli prima di gareggiare nel weekend. Ed ora, meglio non farle correre rischi, prenderla con tranquillità e prepararsi per i giorni successivi. Non sono preoccupato, ma allo stesso tempo dobbiamo essere intelligenti e attenti nell’approccio. Insomma, se starà bene allora gareggerà, altrimenti non la faremo rischiare, perché siamo solo alla prima settimana e le gare sono ancora tante». 

Giorgio Capodaglio

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