È dall’autunno che Maja Dahlqvist lamenta dei problemi a livello fisico; nel suo vlog ha spiegato che il mese di ottobre è stato il peggiore della sua vita e già dalle prime gare di stagione si è visto che per lei quest’anno l’inverno non sarebbe stato semplice: già dopo la première a Gällivare, ha raccontato di soffrire di una sorta di affaticamento nel corpo che la spaventava. A Ruka, non superando la qualificazione, torna immediatamente a casa per provare a porre rimedio ma quando è tornata in pista a Östersund ha chiarito che non c’erano stati particolari miglioramenti, con i risultati sono stati molto al di sotto del livello a cui Dahlqvist ambisce. Durante il Tour de ski la situazione non è migliorata: chiudendo al 44° posto la 20 km individuale di domenica a Dobbiaco, la svedese ha aperto alla possibilità di abbandonare il tour.
«Non riesco ad ossigenare, quindi c’è qualcosa che non va nel mio organismo. Penso che sto solo andando spasso e non è questo il motivo per cui sei qui per competere.»
Nonostante tutto, la 29enne ha deciso di stringere i denti ancora per un po’: superato lo scoglio dell’inseguimento di lunedì, è comunque a Davos con il resto della nazionale, dove l’attende la sprint stile libero di questo pomeriggio: la correrà e solo alla fine deciderà se interrompere o meno il tour.
«Probabilmente non completerò il tour. La domanda è se farò solo la sprint o farò un altro inseguimento di 20km» dice ad Expressen «Ma correre per essere 30esima al traguardo… non è divertente»
Le sensazioni che Dahlqvist prova ora sono l’opposto di quelle che aveva durante l’estate e sicuramente questa consapevolezza non aiuta ed è probabilmente anche frustrante per lei aspettare che le cose migliorino, l’unica cosa che può fare data i sintomi.
«Il modo in cui ho sciato l’estate scorsa rispetto ad ora, è come il giorno e la notte. Non sono mai stata forte come quest’estate. Quindi è un peccato che quest’inverno io sia sempre stata così male. Ancora non so cosa c’è che non va in me. Mi sento come se avessi i postumi del covid da tre mesi, ma non so quando ho avuto il covid. È come se i polmoni non funzionassero. Non miglioro gareggiando per tre giorni, ma non miglioro nemmeno riposando per due settimane. Qualsiasi cosa faccia, ottengo lo stesso risultato e l’allenamento che svolgo non influisce sul risultato successivo. Sto perdendo la pazienza.»
Sci di fondo – La frustrazione di Maja Dahlqvist, che potrebbe lasciare il Tour: “Qualsiasi cosa faccia ottengo lo stesso risultato, sto perdendo la pazienza”
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