L’aria della sua Val di Fiemme ha fatto bene a Simone Daprà, che a Lago di Tesero sabato e sul Cermis domenica, è riuscito a chiudere bene un Tour de Ski che il trentino delle Fiamme Oro ha patito non poco nelle prime uscite, soprattutto a Dobbiaco, quando era particolarmente deluso.
Dopo il 26° posto nella mass start da 15 km a Lago di Tesero, è arrivato il 18° nella final climb del Cermis, in quella che per Daprà era la prima partecipazione: «È stata la prima volta che affrontavo questa gara – ha raccontato il trentino a Fondo Italia – ed è andata bene. Mi ha sempre ispirato e oggi sono riuscito finalmente a disputarla e fare anche una buona prestazione. Sono contento del mio risultato. Si sa che all’ultima gara del Tour de Ski, gli atleti al via sono pochi, ma volevo sfruttare l’occasione e non sapevo a cosa andassi incontro. Sono riuscito a gestire abbastanza bene la gara e nel finale anche a superare diversi atleti».
Un Tour de Ski finito bene, dopo una partenza un po’ difficoltosa per l’azzurro. Segno di una condizione in crescendo? «Anch’io mi sono chiesto se sono andato in crescendo di condizione durante il Tour de Ski, perché ho sofferto tanto nelle prime gare. Già ieri a Lago, in una gara particolare, ho ottenuto un discreto risultato e oggi mi sono confermato con una buona gara. Sembrerebbe che la condizione sia diversa rispetto all’inizio. Ne discuteremo con Cramer e vedremo se è così».
Daprà è un atleta che chiede sempre molto a sé stesso e per questo motivo era molto dispiaciuto nelle prime uscite del Tour de Ski. «Oggi non ero lontanissimo dal Simone Daprà che voglio essere in pista, perché sono riuscito a salire costante, non ho avuto troppo mal di gambe o braccia. Nelle gare precedenti alle due fiemmesi, invece, ero un po’ lontano dalla mia miglior versione. Nel nostro sport non è sempre facile essere al top».
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