Sci di fondo | 27 gennaio 2024, 19:37

Sci di fondo - La convinzione di Hellweger: "Un bel risultato, arrivato su una pista a me poco adatta. Sono convinto di poter puntare alla finale"

Foto credit: Newspower

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Dal nono posto di Dobbiaco al dodicesimo di Goms, Michael Hellweger si è confermato tra i semifinalisti in una sprint a skating. L'altoatesino del CS Carabinieri ha dimostrato di aver fatto un bel salto di qualità, essendo cresciuto in resistenza e consapevolezza, tanto da passare il turno anche su una pista tutt'altro che adatta alle sue caratteristiche, essendo molto dura e senza recuperi.

«Sono molto contento di oggi - ha affermato Hellweger a Fondo Italia - anche perché muscolarmente non ero al mio meglio e anche la pista era molto dura, senza un momento dove recuperare e quindi poco adatta a me. Se sono riuscito quindi a qualificarmi in semifinale oggi, ciò significa che sono riuscito a fare quel salto di qualità che cercavo».

In batteria il carabiniere altoatesino ha avuto un atteggiamento diverso rispetto al solito, non essendosi mai messo in testa a tirare: «Sapevo fin dall'inizio, che questa volta non potevo mettermi davanti a tirare, perché non avevo troppe energie. Anche in semifinale ho provato a stare dietro per controllare, ma dopo la prima discesa sono stato chiuso dallo svedese, perdendo velocità. 
Comunque, oggi, tutto questo pubblico mi ha gasato tanto e sono contento di essermi qualificato».

Una conferma utile a Hellweger per avere consapevolezza della propria crescita: «È stato un risultato importante, anche perché dopo Oberhof, dove non era andata bene come volevo, avevo l'intenzione di mostrare che a skating il mio valore è più alto. Ero abbastanza tranquillo, sapevo di poterlo fare. Poi ovviamente una volta in pista è sempre complicato, devi essere sempre sul pezzo e non è facile. Dopo oggi, sono però convinto che nelle prossime gare, con piste più adatte a me, posso puntare alla finale. So di averla nelle gambe. Cosa devo migliorare per raggiungerla? È il solito discorso, devo crescere ancora nella resistenza. So di poterlo fare e ci credo. Ho lavorato tanto tanto su questo aspetto, anche dal punto di vista mentale, perché nella resistenza, oltre al fisico, fa la differenza anche la testa».

Giorgio Capodaglio

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