Sci di fondo | 07 febbraio 2024, 21:03

Sci di fondo - Le emozioni di Davide Ghio dopo il bronzo mondiale a Planica: "È stato un grande risultato di squadra, una giornata storica"

Sci di fondo - Le emozioni di Davide Ghio dopo il bronzo mondiale a Planica: "È stato un grande risultato di squadra, una giornata storica"

È stato protagonista di una bellissima gara, riuscendo a prendersi la medaglia con determinazione e astuzia, cercando di non mettere a rischio prima di tutto il risultato di squadra.

Nella giornata indimenticabile dello sci di fondo italiano a livello giovanile, vi è anche Davide Ghio. Il piemontese delle Fiamme Gialle, classe 2004, ha concluso al terzo posto, condividendo così il podio con il compagno di squadra Aksel Artusi, giunto secondo dopo averlo battuto nel finale.

Tanta la gioia dell’azzurro, che è partito descrivendo la sua gara: «È stata una gara tosta, perché il caldo e le condizioni della neve l’hanno resa durissima. In gara, poi, qualcuno ha subito messo il piede sull’acceleratore, prima gli svedesi, che poi sono andati in calando, poi il norvegese Nordhagen, che se ne è andato. Nel gruppetto inseguitore siamo rimasti anche in tre italiani, così quando Aksel (Artusi, ndr) ha attaccato, abbiamo fatto un po’ gioco di squadra, ci siamo messi dietro a far tirare gli altri.
Quando Aksel ha fatto il buco, sentivo di avere le energie per rientrare, ma non potevo fare una progressione, altrimenti avrei rischiato di portarmi dietro tutto il gruppo danneggiando la gara del mio compagno. Per evitarlo ho fatto così uno scatto deciso in salita, e sono riuscito nel mio obiettivo. Quando ho raggiunto Aksel, insieme abbiamo collaborato mantenendo il vantaggio sui nostri inseguitori».


Così Ghio e Artusi sono saliti sul podio insieme: «È stato emozionante. Quando sei lì e capisci che la medaglia può arrivare, è veramente bello, difficile anche da descrivere. Il fatto che l’abbia condiviso con Aksel, lo ha reso davvero speciale, perché ci siamo allenati sempre insieme. Lui è stato anche sfortunato, perché si è ammalato, quindi a maggior ragione se l’è meritata. Come si è visto anche all’arrivo, eravamo felici l’uno per l’altro. Abbiamo anche collaborato, poi lui è più forte in volata».

Una giornata indimenticabile per il cuneese delle Fiamme Gialle: «È stata una bellissima atmosfera, c’era tantissima gente e moltissimi a fare il tifo per noi. Sono venuti tanti amici da Tarvisio, molti nostri parenti e ci tifavano anche gli svizzeri, in particolare i genitori di Albasini che parlano italiano. È stato un grande risultato di squadra, da scrivere sui libri di storia del nostro sci di fondo. Tutti e quattro tra i primi otto, non so quante volte sia accaduto in precedenza. È veramente bello».

Ghio ha quindi tanti ringraziamenti: «Dedico questa medaglia a tutti coloro che ci sono stati in questi mesi, a partire dai due allenatori, Stefano Corradini e Matteo Betta, che ci hanno sempre seguito, mettendoci il cuore. Quindi al direttore tecnico Paolo Rivero, che ha lavorato tanto per noi. Ai nostri skiman, che hanno fatto un lavoro eccezionale, visto che eravamo tra i più veloci in pista e ciò ci ha aiutato a ottenere questo risultato. Ringrazio e dedico questo risultato a tutti coloro che sono venuti a vederci e sostenerci bordopista, in particolare ai miei genitori, che hanno deciso di prendersi le ferie per seguirmi in questo Mondiale.
Infine un grande grazie va alle Fiamme Gialle, che mi hanno sempre aiutato, e al Comitato AOC dove sono cresciuto».

Giorgio Capodaglio