I Mondiali dovrebbero rappresentare un’occasione per festeggiare la bellezza del biathlon e i valori dello sport. E in effetti, chi più chi meno anche in base ai risultati, è spesso così. Questo non vale però per chi, mentre gareggia per il proprio paese, è ben cosciente del dramma che al fronte si consuma in contemporanea. Lo sa bene la squadra ucraina e lo sa ancora meglio Dmytro Pidruchnyi, biatleta classe ’91 che nel 2019 si è laureato campione del mondo nell’inseguimento di Östersund, il quale poco prima della staffetta mista di apertura della rassegna di Nove Mesto ha dovuto fare i conti con una triste notizia. Il 32enne ucraino è infatti stato informato circa 2 ore prima della partenza della gara di ieri della tragica scomparsa di un suo amico, ucciso dai soldati russi durante un combattimento.
E’ inevitabilmente carica di amarezza e rassegnazione la reazione dell’atleta che sui social ha ricordato il caro scomparso, scrivendo: “La guerra si prende sempre i migliori. Riposa in pace, eroe! È sempre difficile sapere che qualcuno ha perso la vita in guerra. È ancora più difficile quando si tratta di un tuo amico”. A commentare il tragico momento è stato anche Sebastian Samuelsson, atleta della squadra svedese, che con alcune dichiarazioni rilasciate ad Aftonbladet ha voluto dimostrare la sua vicinanza a Pidruchnyi. “Sappiamo che in Ucraina è in corso una guerra e che è terribile. Non riesco nemmeno a immaginare quanto sia difficile per lui. Si spera che possano vedere lo sport come una forma di gioia in un momento così difficile per loro".
Per dovere di cronaca ricordiamo che nella staffetta di ieri l’Ucraina ha chiuso al 7° posto e che Pidruchnyi ha dato un importante contributo a questo bel risultato, chiudendo la sua frazione con una sola ricarica utilizzata.
Biathlon – Il dramma di Pidruchnyi: scopre di aver perso un amico in guerra poco prima della staffetta mista dei Mondiali
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