Biathlon | 13 febbraio 2024, 19:21

Biathlon - Wierer dopo l'individuale: "Questa era la gara di Lisa, finalmente l'Italia!"

Photo Credit: Dmytro Yevenko

Photo Credit: Dmytro Yevenko

Dorothea Wierer, 14ª nell’individuale dei Campionati Mondiali di Nove Mesto vinta da Lisa Vittozzi, ha raccontato ai microfoni di Fondo Italia le sue sensazioni in gara, senza tralasciare i complimenti alla compagna di squadra, ma dicendosi già concentrata sui prossimi appuntamenti.

A proposito della sua gara, con particolare riferimento ai 2 errori al poligono, l’azzurra precisa: “Purtroppo non mi sono messa benissimo in posizione a terra e quindi non ero al 100% sicura. Il primo errore è stato basso, poi anche nella seconda serie in piedi ho sparato basso. Poi ho cercato di concentrarmi al massimo perché già con due errori è difficile, figuriamoci con di più”.

A proposito della condizione fisica, che pian piano sta tornando ad essere quella migliore, Wierer sottolinea: “Ho fatto fatica al primo giro perché c’era la neve ghiacciata e avevo molto paura anche in discesa. Poi giro dopo giro è andata meglio. Il mio intento era di non cadere, perché ero poco stabile”.

Facendo un bilancio del suo momento attuale, alla luce delle difficoltà avute con gli acciacchi a inizio stagione, Wierer è ottimista: “Alla fine il bilancio è positivo. Non è facile ripartire da zero per quattro volte. Sono contenta perché non mi sento più così debole come a inizio stagione. È stata molto tosta, non riuscivo a sciare e a fare fatica. Ora riesco di nuovo a far fatica e questo è molto positivo, perché non era per niente divertente prima”.

Infine, l’azzurra si complimenta con Lisa Vittozzi per la vittoria e gioisce per il tricolore sul tetto del mondo: “Si sa che sta sparando con percentuali altissime, era la sua gara. È stata molto brava, soprattutto all’ultimo poligono. L’ultimo è sempre l’ultimo e non è mai facile. Sono contenta che abbiamo vinto finalmente noi italiani! Piano piano arriviamo anche noi nel medagliere, perché a inizio mondiale c’erano solo Francia e Norvegia”.

Giorgio Capodaglio e Fausto Vassoney

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