Una tragedia sfiorata, risoltasi fortunatamente con un grande spavento e senza conseguenze troppo gravi. È da pelle d’oca la storia di Simon Jonsson, fondista svedese che in occasione dell’ultima Birkebeinerrennet è stato ad un passo dalla morte a causa di un improvviso arresto cardiaco che lo ha colto all’arrivo della classica norvegese.
Come riporta la testata svedese Langd.se, lo scorso 17 marzo, in occasione della gara del circuito Ski Classics che collega le località di Rena e Lillehammer, il venticinquenne svedese – pur molto sfortunato – è stato il protagonista di un vero e proprio miracolo, sopravvivendo a un malore che ha fermato il suo cuore per ben 12 minuti.
Quello che più sorprende di questa storia è il fatto che Jonsson sia riuscito a portare a termine la gara, nonostante già sul percorso non si sentisse bene e avesse dovuto richiedere l’intervento dello staff, per aiutarlo in quanto non al meglio. Tra sofferenza e difficoltà Simon aveva comunque tagliato il traguardo, per poi sentirsi male ed essere accompagnato dagli amici nella zona adibita al primo soccorso.
L’intervento tempestivo dei soccorritori, che gli hanno praticato il massaggio cardiaco, unito al trasporto immediato prima all’ospedale di Lillehammer e poi in elicottero verso la struttura ospedaliera di Oslo, hanno salvato la vita del giovane fondista, operato d’urgenza dopo un giorno di coma.
“In totale il mio cuore si è fermato per 12 minuti – racconta Jonsson – sono stato molto fortunato. Poi sono rimasto in coma per un giorno, i soccorritori e i medici mi hanno semplicemente salvato la vita. Nel giro di pochi secondi sarei potuto rimanerci. Oggi mi hanno impiantato un piccolo defibrillatore e non voglio più pensarci. Tuttavia, nonostante tutti gli esami effettuati, i medici non hanno mai trovato il motivo del mio arresto cardiaco”.
E pensare che Simon Jonsson non era proprio l’ultimo arrivato nel fondo, visto che proprio quest’anno aveva partecipato sia alla Marcialonga chiudendo 102°, sia alla Vasaloppet dove era uscito con un ottimo 147° posto. Purtroppo, proprio per via del defibrillatore impiantatogli e del rischio corso, difficilmente Jonsson potrà tornare a gareggiare ad alti livelli, ma per il momento lo svedese si limita a ringraziare per la fortuna avuta nell’essersi salvato da un arresto cardiaco che – considerando che spesso bastano molti minuti in meno per portare a conseguenze ben più gravi – avrebbe potuto trasformare in tragedia una belle più belle gare del panorama scandinavo.
Sci di fondo – Sopravvive a un arresto cardiaco di 12 minuti: tragedia sfiorata alla Birkebeinerrennet
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