Il grande equilibrio e i finali emozionanti sono due dei temi al centro dell’analisi tecnica del nostro appuntamento settimanale con la rubrica Range Time, nella quale, con Giuseppe Piller Cottrer, abbiamo riavvolto il nastro del secondo weekend di gare di coppa del mondo di biathlon in Germania, a Ruhpolding, cercando di coglierne gli spunti più interessanti, anche in vista dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, ormai sempre più vicini. Non è mancato poi, come sempre, un occhio di riguardo ai circuiti minori, nei quali la squadra azzurra è stata grande protagonista.
GARE COMBATTUTE FINO ALLA FINE: “Il weekend di Ruhpolding, ancora una volta, ci ha regalato gare emozionanti e combattute fino alla fine, ricche di capovolgimenti di fronte, senza un vero dominatore, come magari accadeva in qualche circostanza negli scorsi anni con Johannes Boe. Questo equilibrio non è frutto di un livellamento verso il basso, ma piuttosto di un movimento in continua crescita, con sempre più atleti che fanno registrare prestazioni d’elite, cercando di migliorarsi in ogni aspetto.”
LA COMPLESSITA’ DEL BIATHLON: “Il biathlon è unico: a differenza di altri sport, l’atleta deve continuamente accelerare, decelerare, concentrarsi, stabilizzarsi, sparare, cambiando continuamente il gesto tecnico in gara e facendo micro-pause durante la stessa. Tutto ciò genera un altissimo stress per l’atleta, non solo cognitivo, ma anche neuromuscolare, aspetto fondamentale nell’economia dell’intera prova. Essere biathleta comporta quindi il sapersi riattivare alla massima potenza dopo il tiro, in situazione di grande fatica, e riuscire a scatenare questa forza anche nel finale. In particolare nelle gare sull’uomo la capacità di cambiare ritmo, facendo attacchi in salita, oppure in volata, può risultare decisiva.”
LA VOLATA, UN GESTO TECNICO SEMPRE PIU’ DECISIVO: “Lo spunto veloce nel finale, in contesti di gara molto equilibrati, con tanti atleti molto vicini tra loro, sta diventando una componente sempre più importante nell’assegnare la vittoria e le posizioni che contano, si vedano gli esempi di Kirkeeide e Ponsiluoma su tutti. Questo aspetto è direttamente proporzionale all’efficienza al poligono: il maggior costo energetico richiesto per compiere i giri di penalità fa sì che si abbia meno efficienza per eseguire finali esplosivi. La tecnica di sciata va un po’ in difficoltà perchè la coordinazione motoria è sotto fatica e i muscoli sono maggiormente appesantiti dall’acido lattico. Al di là delle qualità intrinseche a livello di fibre muscolari dell’atleta, c’è quindi anche questa componente da considerare. Giacomel ha dimostrato di avere queste caratteristiche di potenza muscolare con gli attacchi in salita, i cambi di ritmo secchi e le volate vinte in altre occasioni, ma nell‘inseguimento di Ruhpolding ha pagato proprio i metri percorsi in più e la grande generosità che ha messo in pista, come suo solito.”
GIACOMEL, ALTRO WEEKEND DI ALTISSIMO LIVELLO: “Giacomel ha messo in campo due ottime gare anche a Ruhpolding. Ha gestito alla grande lo sprint con un ultimo giro strepitoso ed è stato molto generoso nella pursuit: non si può pretendere che vinca ogni gara. Gli errori al tiro possono succedere, non sono stati sbagli tecnici, ma legati alla situazione in cui l’azzurro si è trovato. Non ci sono mai state serie disastrose, a volte è anche un po’ questione di fortuna e un colpo può uscire di pochi millimetri. Il biathlon resta sempre uno sport dove la componente aleatoria è molto presente e è nell’ordine delle cose che una gara possa girare un po’ male. Anche altri atleti hanno commesso errori ben più gravi, quindi il suo tiro non desta particolari preoccupazioni.”
VITTOZZI E WIERER, UN BUON RIENTRO: “Lo stop programmato dalle gare di Wierer e Vittozzi ha consentito loro di lavorare su volumi importanti in chiave olimpica, con stimoli aerobici che, durante le competizioni, non si riescono ad alimentare. Chiaramente tutto ciò ha tolto loro un po’ di velocità e brillantezza in questo weekend, dove comunque hanno portato a casa buone prestazioni, nonostante qualche difficoltà nell’inseguimento. Hannah Auchentaller ha siglato un’ottima performance in quella gara: quando le nostre big faticano un po’ c’è sempre un’altra compagna pronta a tenere in alto la squadra.”
LA SOLIDITA’ DEL TEAM AZZURRO: “Oltre a Tommaso è da rimarcare ancora una volta la solidità e la profondità della squadra azzurra: Lukas Hofer è salito ancora di livello e rappresenta un’altra carta importante. Ha una grande esperienza e maturità e dà regolarità alla squadra. Nicola Romanin ha fatto un weekend straordinario, alzando ancora il tiro e confermandosi un elemento affidabile e costante. Ha avuto anche questa volta la capacità di farsi trovare pronto, sia a livello individuale che nelle gare di squadra, dopo aver già fatto vedere ottime cose in staffetta ai campionati europei lo scorso anno. L’Italia ha quindi sempre più atleti di livello e questo non può che far bene a tutto il movimento.”
LE CONVOCAZIONI OLIMPICHE, CI SARA’ DA RIFLETTERE: “I tecnici avranno di che da discutere per le convocazioni olimpiche. Lo staff, che ha già dimostrato quest’anno di essere molto unito, sarà chiamato a fare scelte non semplici visti i tanti bei risultati. Sono sicuramente dei bei problemi da avere e dimostrano la profondità della squadra azzurra. Le scelte dovranno essere funzionali rispetto a ciò che può andare maggiormente a vantaggio del team: la ricerca di un elemento che dia stabilità in staffetta può essere un criterio importante e gli schieramenti delle staffette miste di Nove Mesto possono essere indizi chiave in questo senso. Con 5 posti a disposizione sia al maschile che al femminile è probabile che si giochino due posti Bionaz, Romanin, Pircher e Zeni, mentre tra le donne la scelta potrebbe essere tra Comola e Auchentaller.“
IBU CUP, PIRCHER E COMOLA SUGLI SCUDI: “Christoph Pircher ha fatto vedere grandi cose vincendo e salendo sul podio in IBU Cup a Brezno-Osrblie: sono risultati eccellenti per un giovane in grande crescita. Anche Samuela Comola ha fatto molto bene nel circuito cadetto. L’IBU Cup si sta dimostrando una sorta di elisir per i nostri atleti che sperimentano qualche difficoltà in coppa del mondo: sinora tutti quelli che sono scesi in IBU Cup per ritrovare fiducia hanno sempre sfoderato ottime prestazioni. Tutto ciò è un altro indicatore di come tutta la squadra azzurra abbia alzato il proprio livello.”
COPPA ITALIA E ALPEN CUP, OTTIME VETRINE PER I GIOVANI: “In Val Martello si è corsa di nuovo la Coppa Italia con anche il format della short individual. Queste gare hanno permesso ai giovani di mettersi in mostra in un contesto anche qua sempre più competitivo. Sono una prova di ciò la gare di Alpen Cup tenutesi ad Hochfilzen, dove i giovani azzurri convocati, che erano emersi dalle prove precedenti di Coppa Italia, si sono ben comportati, salendo sul podio in più di un’occasione.”


