Renato Pasini è un atleta che conosce molto bene i Giochi Olimpici avendo partecipato sia a Torino 2006 che a Vancouver 2010 dove condivise l’esperienza con il fratello Fabio. Un atleta esperto, che guarda ora Milano-Cortina 2026 dall’altra parte della staccionata, questa volta come tecnico della Nazionale B femminile che ha visto passare diverse atlete presenti ai Giochi.
Fra queste spiccano senza dubbio i nomi di Maria Gismondi, Federica Cassol e Iris De Martin Pinter che si sono prese la scena nell’ultima stagione e che sono state seguite da vicino da Pasini nel corso dell’esperienza pluriennale come tecnico in azzurro. Nomi che potrebbero creare le basi per un futuro solido come ha spiegato l’allenatore di Valgoglio in un’intervista a Terzo Tempo Sport Magazine.
“Sono sette stagioni che seguo la squadra B femminile e sono contento del lavoro che abbiamo fatto. E’ difficile perché la squadra B vede delle giovani che arrivano dalla categoria junior, destinate ad affrontare il passaggio più difficile della carriera per una fondista. Il tutto perché magari quando ti confronti con atlete della tua età o poco più grandi, ottieni buoni risultati. Se invece passi come Under 23, vai a confrontarti anche con atlete senior e fatichi ad arrivare nei primi trenta. Quando ciò si ripete a lungo, poi diventa difficile da assimilare – spiega Pasini -. Per una fondista italiana, il completo sviluppo arriva fra i 26 e i 30 anni, quindi nei primi anni è più complicato. Se guardiamo poi chi è andato a medaglia ai Mondiali Junior, posso dire che possiamo riporre ottime speranze su atlete come Iris De Martin Pinter o Maria Gismondi o Nadine Laurent. Sono nomi che magari possono arrivare fra due o tre anni, però per arrivare ai vertici della Coppa del Mondo ci sono vari passaggi da fare. Non è mai facile dire chi arriverà in alto“.
Il desiderio che ogni allenatore sarebbe però di avere più tempo possibile a disposizione le proprie atlete e lo stesso vale anche per Renato che a volte rimpiange l’occasione di seguirle durante tutto il loro percorso.
“Una cosa difficile per la squadra B, che ho constatato in questi sette anni, è che non abbiamo a disposizione le ragazze per almeno tre o quattro anni. Non avendo, a differenza del biathlon, atlete di spessore come Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer che tolgono la pressione alle altre, appena un’atleta della squadra B fa bene, viene subito portata in squadra A non riuscendo a completare il percorso previsto. Chiaramente la squadra B è una squadra di passaggio, per cui se arrivano in Coppa del Mondo, per noi fa solo piacere – aggiunge l’ex atleta bergamasco -. Anni fa lo si portavano in primavera per fare alcune gare in Svezia, ma purtroppo il budget è quello che è. A livello organizzativo si è deciso di dividere le gare su vari circuiti come Scandinavian Cup, FESA Cup e la Coppa dell’Est Europa con i russi e i vari paesi dell’Est, mentre ci confrontiamo con gli altri ai Mondiali Junior e Under 23. Secondo me a fare la differenza non è tanto il confronto, ma lo sviluppo precoce che avviene fra gli atleti scandinavi. Loro raggiungono il top delle prestazioni già a 21/22 anni, ma secondo me è un dato che emerge dalla base che presentano. Se noi fra gli junior abbiamo 100 ragazzi che si presentano ai Campionati Italiani, in Norvegia ne hanno mille. Di conseguenza la competitività aumenta e questo li stimola ancor di più, al tempo stesso può essere che smettono prima“.
Proprio sulla questione della competitività a lunga gittata, Pasini è abbastanza ottimista sottolineando come le possibilità di ritrovare un gruppo vincente come quello formato da Arianna Follis, Marianna Longa e Magda Genuin ci siano, a patto che ognuno faccia la sua parte: “Serve avere una continuità di giovani bravi che ogni uno o due anni, come accadeva all’epoca, possano arrivare alla ribalta. Così si potrebbe creare un gruppo come è sempre accaduto. Per esempio Follis ha dovuto farsi 4/5 anni in squadra B perché c’erano atleti come Paruzzi, Valbusa, Di Centa, Belmondo che vincevano e facevano podi. Così pian piano ha avuto modo di crescere e arrivare in alto. Così facendo si può arrivare a ottenere tutto ciò.“.

