La squadra transalpina, composta da Celia Henaff, Voldiya Galmace Paulin, Sophie Chauveau e Gilonne Guigonnat si impone di forza nella staffetta femminile dei campionati Europei di Biathlon a Sjusjoen, Norvegia.
Secondo posto per la Germania, terza posizione per la Norvegia.
La staffetta italiana, composta da Samuela Comola, Martina Trabucchi, Fabiana Carpella e Linda Zingerle conclude la gara in quinta posizione, preceduta dalla Svezia.
Dopo aver dettato il ritmo nella prima tornata, è Sara Andersson ad uscire in testa al primo poligono, portando la Svezia davanti. Seguono Polonia, Finlandia ed Austria. Più staccate Norvegia e Francia, che ricorrono ad una ricarica, così come l’Italia, con Samuela Comola, che è in decima posizione a circa 20 secondi di ritardo dalla Svezia.
Costretta a rimontare, Henaff accelera prontamente e recupera tutto il gap con Andersson, portando la Francia in testa. Comola guadagna 2 posizioni nel giro e sale all’ottavo posto, con 16 secondi di ritardo dalla testa. Al termine della serie in piedi, è ancora Andersson ad avere la meglio su tutte e con un altro 5/5 tiene la Svezia davanti a tutte. Zero anche per Zdouc (AUT), Kalbenberg (NOR), Janka (FIN) e Kubiniec (POL), mentre un’altra ricarica impiegata da Henaff, che scivola nuovamente al sesto posto. Un bersaglio mancato col caricatore (poi coperto con la ricarica) anche per Comola, che esce dal secondo poligono in ottava posizione con 36 secondi di ritardo dalla Svezia. Chiamata ancora una volta a rimontare, senza l’ansia del poligono Henaff si scatena anche nel terzo giro e recupera tutte le atlete che aveva davanti, superandole; tuttavia, Andersson tiene bene e conserva un ottimo margine, consentendo alla Svezia di concludere ampiamente in testa la prima frazione. Segue la Norvegia, con Kalkenberg che chiude forte e scavalca Henaff, che nel finale del giro ha ceduto; Francia dunque terza al cambio. Italia all’ottavo posto, con Comola che nell’ultimo giro fa fatica, concedendo una decina di secondi dalle prime.
Nel corso del quarto giro, Galmace Paulin si incarica di fare il ritmo, accorciando su Hedstrom; insieme con lei Kebinger. Erdal perde terreno per la Norvegia, mentre Martina Trabucchi guadagna una posizione per l’Italia, che arriva al poligono a terra in settima posizione. Kebinger è l’unica delle prime a trovare lo zero, lanciando la Germania in solitaria al comando della corsa. Francia seconda, con Galmace Paulin che impiega una ricarica e si trova a 16 secondi di distacco; segue Hedstrom con 2 ricariche. Trabucchi trova lo zero e consente all’Italia di guadagnare la sesta posizione, avvicinando la Finlandia. Dopo il quinto giro, in cui posizioni e distacchi restano pressoché invariati, il secondo poligono della frazione si rivela essere altamente selettivo. Sbagliano (e tanto) quasi tutte; l’unica in grado di trovare lo zero è proprio Hedstrom, che lancia la Svezia in fuga, concludendo al comando anche la seconda frazione. Kebinger e Galmace Paulin devono impiegare tutte le ricariche, evitando il giro di penalità. Germania seconda e Francia quarta, con in mezzo la Norvegia, con un notevole ultimo giro per il tandem Erdal-Galmace Paulin. Martina Trabucchi impiega una ricarica e l’Italia chiude la frazione al sesto posto, in scia alla Slovacchia.
Nel primo giro della terza frazione, Kink ed Arnekleiv lasciano a Chauveau il compito di accorciare il gap da Lind, ma la francese paga dazio al poligono. Le prime due trovano lo zero e si portano al comando; la svedese impiega una ricarica ed è terza a 4 secondi di ritardo, mentre la francese è lenta nel rilascio dei colpi e riparte dopo l’uso di due ricariche, ma è staccata di oltre 20 secondi dalla testa. Dietro le quattro nazioni di vertice risale l’Italia, in quinta posizione, con un ottimo primo giro ed un primo poligono perfetto di Fabiana Carpella.
Nel corso dell’ottavo giro, Kink lascia ad Arnekleiv l’onere di fare l’andatura, ma la norvegese non forza particolarmente, consentendo anche a Lind di rientrare. Recupera una decina di secondi anche Chauveau, mentre Carpella è saldamente al quinto posto. Arnekleiv, nonostante un errore col caricatore, è la più veloce ad impiegare la ricarica e a ripartire, consentendo alla Norvegia di lasciare il sesto poligono in prima posizione. Segue la Germania con Kink a 6 secondi e la Francia con Chauveau, che con pazienza trova un ottimo zero e si lancia all’attacco nell’ultima tornata. In difficoltà Lind, con la Svezia che perde terreno. Una ricarica impiegata da Carpella, con l’Italia quinta con più di 50 secondi di margine sulla Slovacchia. Nell’ultimo giro della frazione, Kink va in difficoltà, vedendosi scavalcata da Chauveau. Arnekleiv però non si dà per vinta e prova a contenere l’offensiva della francese, riuscendo con successo nella missione. Norvegia che cambia in testa con 7 secondi di margine sulla Francia e 13 sulla Germania. Svezia quarte, staccata di 36 secondi, mentre l’Italia è quinta ad 1 minuto e 15 secondi di distacco dalla testa.
Partenza molto incisiva nell’ultima frazione per Fichtner, che chiude prontamente il gap con Guigonnat; Francia e Germania si riportano sulla Norvegia, con Ytterhus che procede col suo passo e si lascia riassorbire, accodandosi alle altre due. Italia sempre quinta, che mantiene il distacco dalla testa invariato. Giunti al settimo poligono, Fichtner e Guigonnat trovano lo zero, con la tedesca che è più rapida ed esce davanti. Impiega una ricarica Ytterhus, che perde il treno delle migliori, ma è saldamente terza. Nilsson (SWE) è quarta e Zingerle, con uno zero rapido, è quinta.
Fichtner e Guigonnat trovano l’accordo e si alternano al comando nel penultimo giro, con Ytterhus che perde terreno e scivola a 26 secondi di distacco. Francia e Germania si giocano tutto all’ultimo poligono, affrontanto spalla a spalla. Dopo un bersaglio preso dopo l’altro, sparando quasi all’unisono, è Fichtner a cedere alla pressione e manca l’ultimo bersaglio col caricatore. Guigonnat, dal canto suo, non sbaglia e si invola in testa, ampliando ulteriormente il gap nell’ultima tornata.
Francia stra domimante, vince il titolo europeo anche nella staffetta, conquistando almeno una medaglia in tutte le gare del calendario femminile del fine settimana. Germania che deve accontentarsi della seconda posizione, con la Norvegia che prende il bronzo.
Buon quinto posto finale per l’Italia, preceduta dalla Svezia; difficile fare di più quest’oggi, considerando anche che proprio le azzurre (insieme con le svedesi) sono state la nazione più precisa al tiro, con sole 5 ricariche complessive impiegate.
CLASSIFICA FINALE
- Francia (C. Henaff/V. Galmace Paulin/S. Chauveau/G. Guigonnat) 1:12:53.1 (0+8)
- Germania (M. Braun/H. Kebinger/J. Kink/M. Fichtner) +16.6 (0+9)
- Norvegia (E. Kalkenberg/K. Erdal/J. Arnekleiv/G. Ytterhus) +56.0 (0+8)
- Svezia (S. Andersson/A. Hedstrom/A. Lind/E. Nilsson) +1:19.8 (0+5)
- Italia (S. Comola/M. Trabucchi/F. Carpella/L. Zingerle) +1:56.6 (0+5)
- Slovacchia (Z. Remenova/M. remenova/T.Molentova/J. Machyniakova) +4:32.3 (0+14)
- Polonia (A. Nedza-Kubiniec/M. Hoknisz-Starega/D. Gambicka/K. Cichon) +4:55.6 (0+8)
- Austria (D. Zdouc/L. Wagner/W. Anhaus/L. Rothschopf) +5:03.6 (3+12)
- Ucraina (V. Dmytrenko/L. Steblyna/T. Tarasiuk/A. Merkushyna) +5:19.9 (2+11)
- Repubblica Ceca (E. Vaclavikova/I. Plechacova/K. Pavlu/H. Mikolasova) +5:30.2 (2+11)


