La Francia si conferma la nazione da battere anche in IBU Cup e la conferma è arrivata nella staffetta mista che ha aperto il weekend a Sjusjøen (Norvegia). Damien Levet, Gaetan Paturel, Voldiya Galmace Paulin e Jeanne Richard ha tagliato il traguardo in 1h07’57″6 anticipando l’Austria e la Germania, mentre l’Italia di Marco Barale, Didier Bionaz, Linda Zingerle e Samuela Comola si è dovuta accontentare del sesto posto a 3’11″5.
Buona partenza per Marco Barale che, complice uno zero al poligono a terra, è uscito per primo davanti al tedesco Roman Rees e all’ucraino Artem Tyščenko in un gruppo ben assortito che si é presentato anche al secondo poligono. Proprio lì Barale ha messo a segno un solo errore seguito da Rees che nell’ultima parte del giro ha staccato leggermente l’azzurro cambiando per primo.
La Germania ha chiuso così al comando la prima frazione davanti a Norvegia e Austria con Italia quarta a sei secondi. Un distacco che Didier Bionaz ha immediatamente recuperato e che ha sfruttato al secondo poligono a terra dove è uscito indenne con un secondo sul tedesco Simon Kaiser.
I due hanno così preso il largo sugli sci, ma il secondo poligono in piedi ha rimescolato le carte con Bionaz costretto ad affrontare due giri di penalità e retrocedere all’ottavo posto, a 1’27”5 dall’austriaco Magnus Oberhauser che ha preso nel frattempo il comando. Il valdostano ha quindi ceduto il testimone con 1’33″5 dall’Austria che si è confermata in testa con 1″9 su Germania e 7″5 sulla Norvegia.
Compito arduo per Linda Zingerle che ha provato a contenere il distacco commettendo un solo errore a terra e uscendo dal poligono con 1’35″5 dalla tedesca Hanna Kebinger, una situazione che si è ripetuta anche in piedi dove la giovane altoatesina ha mancato un altro bersaglio chiudendo la frazione al sesto posto con 1’46″1 dalla francese Voldiya Galmace-Paulin, brava a mettere a segno un doppio zero.
Ultima frazione particolarmente combattuta con la Francia che si è lanciata con Jeanne Richard seguita a ruota dall’austriaca Lea Rothschopf e Mareike Braun, mentre l’Italia ha provato il recupero con Samuela Comola. La valdostana ha guadagnato qualcosa al poligono a terra dove ha messo a segno uno zero che le ha permesso di risalire al quarto posto con 1’54″6 da Richard, perfetta al tiro così come Rothschopf andandosi a giocare così la vittoria.
Nonostante un errore in piedi, Richard ha allungato nel corso dell’ultimo giro lasciandosi alle spalle Rothschopf, costretta a sfruttare due ricariche, vincendo così la competizione con 14″7 sull’austriaca e 34″3 sulla tedesca Braun. Tre errori nel finale hanno fatto invece retrocedere Comola che si è dovuta accontentare del sesto posto con 3’11″5 dopo aver ceduto il passo anche sugli sci.

