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Biathlon – Milano-Cortina 2026, Dorothea Wierer si prepara all’ultimo ballo ad Anterselva: “Aver già affrontato qui i Mondiali mi aiuta”

Photo Credits: Federico Angiolini

Dorothea Wierer è probabilmente l’atleta più attesa ad Anterselva. La fuoriclasse azzurra è infatti pronta a chiudere la propria carriera davanti al suo pubblico che l’ha sempre spinta e accompagnata nel corso degli anni e che ora è pronto a vederla affrontare le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.

Un ultimo giro di valzer che inizierà domenica 8 febbraio con la staffetta mista di biathlon dove Wierer proverà a regalare una nuova medaglia all’Italia, anche se il clima non è lo stesso che si vive in Coppa del Mondo: “E’ come se non fossero le Olimpiadi perché qui non si vedono molte nazioni, altri sport e quindi si hanno altre emozioni, ma penso che sia molto fortunata a essere qui ad Anterselva perché tutti la amano. Hai le migliori condizioni, le montagne, il sole, il buon cibo ed è come se fosse una tradizione – ha spiegato la 35enne di Anterselva ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Sono davvero felice che la mia carriera finisca in queste due settimane, ma sono anche davvero felice che abbia la possibilità di finire qui e di essere in una forma migliore perché gli ultimi due anni non sono stati i migliori per me. Cercherò di stare concentrata e dare il meglio di me”.

Wierer non nasconde la tensione per l’importante rassegna e ha confermato di mantenere il focus sull’appuntamento nonostante sappia già che, finite le Olimpiadi, si concluderà anche la carriera: “Ovviamente adesso non è che ci penso proprio, ci penso perché voi mi chiedete sempre, quindi cerco di concentrarmi solo sul lavoro, solo su quello che devo fare sia fisicamente che tecnicamente e anche mentalmente ovviamente. Sono veramente tranquilla, ovviamente sono nervosa per le gare perché vorrei far bene  e non vorrei proprio fare figuracce, diciamo così, e ovviamente la pressione c’è, però sono felice di poter fare le gare qui a casa – ha aggiunto Wierer spiegando l’utilità di aver già affrontato esperienze simili -. Ovviamente sono abituata e noi abbiamo anche la fortuna di aver già vissuto i Mondiali qui che per noi è stata un po’ una mini Olimpiade. Lo dico sempre perché più o meno le domande erano quelle, le tensioni erano quelle, le pressioni erano quelle, le aspettative quelle, quindi ovviamente siamo consapevoli che sono le Olimpiadi e sarà tutto ancora più speciale”.

L’azzurra ha infine commentato anche la positività all’antidoping di Rebecca Passler sottolineando la vicinanza della squadra alla giovane altoatesina: “Ovviamente all’inizio era un po’ uno shock, però noi la conosciamo e sappiamo che ragazza è, che è in gamba e ovviamente le ho scritto un messaggio perché vorrei starle vicino in questo momento difficile. Noi possiamo solo aspettare e le mandiamo un grosso abbraccio”.

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